Roba da utopisti

La Ligue 1 ce la sta mettendo tutta: vuole sorprenderci.  Ora il PSG e il Monaco distano soli tre passi, ma il Nizza vuole mettere in chiaro che non sarà facile scalzarlo dalla prima posizione: i valori delle rose delle sfidanti – 420 milioni per i parigini, 177 per i monegaschi – non sembrano incutere eccessiva paura ai soli 92 milioni di valore complessivo dei nizzardi, il cui giocatore più prezioso è il centrocampista francese – ancora poco noto – classe ’95 di nome Vincent Koziello, per lui 11 milioni. L’esiliato Balotelli ha trovato nella proprietà cinese del Nizza approdo al suo turbolento e incompreso vagare tra Italia e Inghilterra, in un ping-pong che ha tracciato la parabola della sua carriera fino a questo momento: rapidissima a salire verso il vertice conquistato ai tempi dell’Inter, di anni Balotelli ne aveva 21, altrettanto velocemente ha percorso l’inesorabile discesa che ad oggi l’ha condotto fuori dalla nazionale e ai margini del calcio che conta, al quale il suo talento – certamente non la volontà – dovrebbe appartenere con ogni diritto. Poche volte il calcio ha assistito a un tale – pressoché volontario – sperpero di talento. Va precisato che l’apporto di Balotelli alla causa del Nizza non è stato totale per via dei tre infortuni che hanno minato la sua stagione e continuano a minarla: nonostante ciò, il suo supporto – seppur modesto al momento – alla causa nizzarda si è manifestato, con sei reti in campionato e una in Europa League. Qualche barlume del vecchio talento l’ha mostrato, quasi a darci prova che se ritrovasse la dispersa volontà potrebbe riconquistare una maglia azzurra e tornare a calpestare i fili d’erba degli stadi più importanti d’Europa. Ma egli sa bene come troppe volte gli sia stata data fiducia e ancor più volte l’abbia ripetutamente tradita, avvicinando la sua carriera a un’impasse a soli 26 anni. Chi ancora crede in lui – e a una sua nuova esplosione ripone molte delle sue speranze – è il Nizza, che in lui vorrebbe trovare quel fuoriclasse di cui è priva dopo la partenza di Ben Arfa l’estate scorsa direzione Parigi. Il percorso non era cominciato nel miglior dei modi, dopo che l’esordio in Europa League fece meritare un 2 in pagella a Balotelli, la cui prestazione fu descritta con brillante ironia dall’allenatore Favre: “In una partita bisogna muoversi. Oggi tutto va più veloce, dai treni a Internet”. Il gioco di Fevre è incentrato sul pressing alto e sul passaggio di prima; una delle maggiori qualità del mister risiede nella capacità di destare il talento nei giovani, di cui il Nizza è colmo. Il pensiero che i nizzardi riescano a tenere alle loro spalle fino al termine della stagione le sfidanti – magari con qualche sorpasso e contro sorpasso –  è roba da utopisti: forse solo il risveglio di Balotelli potrebbe avvicinare la loro utopia alla realtà.
Matteo Fortuzzi

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Categorie:Storie

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