Gli faranno lo scherzetto ?

In attesa di capire quale sarà il suo destino, proviamo a conoscere meglio, anche con l’ausilio dei numeri, alcuni aspetti e caratteristiche di Frank De Boer. Il suo percorso da calciatore, quello più breve da allenatore fino ai giorni nerazzurri. La sua formazione da calciatore si è sviluppata in quattro nazioni differenti; culture e scuole calcistiche lontane tra loro ma utili per consentirgli la creazione di un bagaglio tecnico completo: l’esordio nell’Ajax, il salto di qualità al Barcellona, poi Galatasaray e Glasgow Ranger, prima di finire la sua carriera nella Qatar Stars League.
Da allenatore, dopo aver maturato esperienze nelle formazioni giovanili dell’Ajax, è diventato vice allenatore della sua nazionale; successivamente capo allenatore sempre dei “lancieri di Amsterdam” dove ha disputato 262 partite. Dal 9 agosto 2016 gli è stato affidato il difficile compito di allenare una delle squadre più blasonate d’Italia ma soprattutto di sostituire in corso di preparazione pre-campionato un allenatore come Roberto Mancini.
La storia in numeri
A parte gli anni nel settore giovanile e l’esperienza da vice allenatore della sua nazionale, Frank De Boer, da allenatore ha disputato 262 partite con l’Ajax e 14 con l’inter (compresa l’ultima contro la Sampdoria a Marassi), con una media punti pari a 1,98. Più dettagliatamente si segnala una discreta percentuale di vittorie (58,7%) seguita da un 21,7% di pareggi e 19,6% di sconfitte.
Sebbene abbiano avuto una carriera diversa soprattutto nel numero delle partite disputate, abbiamo comunque provato a raffrontare i numeri di Mourinho, Guardiola e Mancini con quelli dell’olandese. L’allenatore portoghese su 662 partite ha una percentuale di sconfitte del 15,1%; per il catalano le partite da zero punti sono pari al 10,6% su 425 incontri disputati mentre per il precedessore dell’olandese, i match da allenatore in comando sono 679 con una percentuale di risultati sfavorevoli del 20,3%.
Per gli appassionati di tattica
Il modulo preferito da Frank De Boer è il 4-2-1-3, l’evoluzione più sfrontata, in perfetto stile olandese, del nostro 4-2-3-1. In Italia l’aver usato quattro sistemi di gioco in quattordici match disputati ha palesato le maggiori difficoltà dell’allenatore olandese: dopo aver esordito con il 3-5-2 nel primo match contro il Chievo (partita perduta per 2-0), è passato al 4-1-4-1 per tre volte, 4-3-3, sempre in tre occasioni ed infine il più utilizzato 4-2-3-1 (sette volte).
Un altro fattore che va oltre i numeri è quello degli uomini in campo e della loro capacità di essere leader. E’ opinione comune che le fondamenta di una squadra, con l’ambizione di voler competere fino in fondo ad ogni competizione, hanno la forma di una linea retta, l’ossatura centrale sulla quale formare un undici titolare completo. I ruoli interessati portiere, difensore centrale, regista e attaccante nell’Inter non sembrano completamente coperti. A parte Handanovic e Icardi, quest’ultimo nonostante le mille polemiche ed alcuni comportamenti, per alcuni non degni di un capitano, non sembrano esserci i tasselli di difesa e centrocampo. In rosa (valore complessivo € 337,80 milioni) ci sono buoni giocatori (Miranda, Banega, Brozovic), alcuni acquistati a cifre importanti, ma nessuno sembra poter assurgere al ruolo di leader della difesa e della mediana .
La società ed il futuro
La scelta di De Boer ha destato non poche perplessità. Non per l’uomo. Non per il professionista. Bensì per i tempi. E’ certamente bizzarro cambiare allenatore in piena preparazione precampionato, a dodici giorni dalla prima di campionato, con un altro che non conosce il campionato italiano e con una comprensione della lingua non adeguata per comunicare efficacemente, fin dal primo giorno, con un gruppo di 29 giocatori.
Dopo undici match i punti ottenuti dall’inter sono quattordici. Dato esplicativo di come sia il trend dell’Inter. Dato che lascia poco all’immaginazione. Dato netto che, in un mondo dove il risultato predomina su ogni ragionamento, inchioda Frank De Boer al quale vanno comunque concesse delle attenuanti. La società ha scelto questo tecnico e questi giocatori per un nuovo ciclo che però è iniziato con molteplici difficoltà. Sarò suo dovere valutare ogni minimo dettaglio, conoscere a fondo tutte le dinamiche societarie e capire il perché di un ritardo così evidente (dati e statistiche Transfmarkt.it).
Antonio Federico Miniaci

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