Tanto Pochettino

Se mai Pep Guardiola fosse stato al ricerca di un competitor autorevole, lo ha trovato in Pochettino (e nel suo Tottenham) che l’allenatore catalano conosce bene fin dai tempi di Barcellona.  A White Hart Lane, la formazione del nord di Londra ha dimostrato qualità importanti e al cospetto di una corazzata, non hai mai dato l’impressione di essere in soggezione. La sua proposta odierna si è concretizzata con un approccio adeguato all’importanza del  match, un pressing alto e costante ma soprattutto una sistematica copertura degli spazi con la quale i padroni di casa hanno chiuso ogni linea di passaggio al City che non è riuscito, come di consueto, ad impostare il gioco dalle retrovie.
L’epicentro del successo odierno del Tottenham è stato lo sviluppo della fase offensiva programmato e messo in pratica alla perfezione sia dalla linea mediana sia dai giocatori offensivi. Davanti alla difesa si è distinto per dinamismo e abnegazione Wanyama; il giocatore originario del Kenia è stato l’equilibratore del centrocampo locale grazie al suo moto perpetuo mediante il quale ha contrastato i trequartisti avversari. Qualche metro più avanti Eriksen ha sfruttato il suo destro colto ed una attenta visione di gioco per creare un raccordo fluido con i tre giocatori più avanzati. In assenza di Kane è stato schierato Son, alle sue spalle uno dei più grandi interpreti degli inserimenti centrali, Alli, e due esterni dal piede sopraffino (Lamela) e dalla potenza straripante (Sissoko). Il giocatore coreano ha partecipato costantemente al gioco venendo a prendere la palla sulla linea di centrocampo per innescare gli esterni e contemporaneamente creare lo spazio centrale, disponibile per le penetrazioni di Alli. Con questa impostazione gli uomini di Pochettino non hanno mai dato punti di riferimento ai due centrali avversari come in occasione del raddoppio di Alli. Nel secondo tempo il City ha provato a reagire soprattutto con Aguero ma il palo e la bravura di Lloris hanno blindato il risultato. A venti minuti dalla fine Pochettino ha cercato di arginare il ritorno del City buttando nella mischia Dyer in luogo di Sissoko e passando ad un 4-2-3-1. Il tecnico ha cercato di serrare le fila dando un maggior equilibrio che non è venuto meno neanche dopo l’errore dal dischetto di Lamela con il quale il Tottenham ha fallito il colpo del ko. Al triplice fischio finale la corsa di Guardiola si è fermata mentre è partita quella dei londinesi che sono ritornati negli spogliatoi consapevoli di poter competere contro ogni squadra. Non è da tutti giocare e vincere meritatamente contro il City attuale privati dell’attaccante più forte e senza sbandare dopo aver sbagliato un rigore a venticinque minuti dalla fine.
Antonio Federico Miniaci

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Categorie:Analysis & Tactics

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