Totti patrimonio della Roma, Roma patrimonio di Totti

Quaranta candeline sulla torta, un amore infinito alle spalle che parte da Roma e si irradia per l’intera Italia: Francesco Totti è considerato all’unanimità uno dei calciatori più rappresentativi del calcio italiano e gli elogi alla sua carriera sono arrivati da tutti gli sportivi del mondo. Il merito maggiore della sua lunghissima carriera? La fedeltà nei confronti della squadra della sua città, di cui è tifoso. A maggior ragione perché la fedeltà è assai difficile averla in un mercato di professionisti in cui, come Higuain, Ronaldo e tanti altri hanno insegnato, l’unica cosa che conta davvero è vincere nella squadra più forte possibile. A differenza del suo storico rivale-compagno Del Piero, infatti, la fedeltà di Totti è stata ben più costosa a livello personale: quella del Pupone è una bacheca assai povera di gioie a livello di club, con tante Coppe Italia ed un leggendario scudetto, alternate a tanti secondi posti, rimorsi ed occasioni perse da una squadra sempre competitiva, ma raramente vincente. Ben differente l’ambiente juventino, che, dagli anni ’90 ai 2000, ha popolato stabilmente i primi posti in classifica in modi che la giustizia ha ritenuto più o meno leciti, ma senz’altro vincenti.
La fedeltà in una squadra del Sud è assai difficile, con un meridione che ha sempre visto fuggire i suoi maggiori talenti. Allo stesso modo, chi decide di giocare la sua vita nel mondo che l’ha cresciuto, è spesso ripagato con l’amore più sincero e puro di popoli dagli umori spesso estremi: quello di Totti con la Roma un gesto d’amore difficilmente replicabile. E così, proprio mentre l’idolo dei cugini napoletani, Ciro Ferrara, “tradiva” Napoli con l’odiata Torino, Totti firmava il suo primo contratto da professionista.
Fedeltà a caro prezzo
Come in molti matrimoni, i momenti di crisi di coppia fra Totti e la Roma sono stati numerosi: il momento di maggior rottura con la tifoseria arrivò proprio alla vigilia dello scudetto romanista del 2001. Nell’anno del centenario degli storici rivali della Lazio i biancocelesti festeggiarono il tricolore grazie ad un regalo del Perugia allenato proprio dal romanista Carletto Mazzone, mentre la Roma naviga in acque pessime, con un anonimo sesto posto. Di lì, la contestazione fu inevitabile: alla Roma e specialmente a Totti fu addebitata la colpa di essere il disonore della città, una squadra di campioni. Di lì, proprio il Pupone mostrò forti segni di insofferenza nei confronti di una tifoseria spesso eccessivamente contestatrice: “Potrei andar via prima della fine del contratto” fu la sua dichiarazione, proprio nei giorni in cui segnò lo storico cucchiaio contro l’Olanda.
Il procuratore, Franco Zavaglia, buttò ulteriore benzina sul fuoco: “A Milano si può vivere più tranquillamente, è l’ambiente ideale per un calciatore”: fu infatti rivelata nel pieno di luglio una scottante trattativa fra Berlusconi ed il capitano giallorosso, placata solo dall’arrivo di Batistuta a Trigoria.
Nonostante un contratto ormai in scadenza e le sirene rossonere sempre più forti, la Roma ebbe il suo riscatto vincendo lo scudetto del 2001, “lavando” l’onta di essere stati per un breve periodo agganciati dalla Lazio: “Resterò alla Roma perché ho capito che si può vincere in questa squadra”. E lo stipendio lievitò ad 87 miliardi di lire lordi (per un quinquennio), con uno stipendio che toccò i 6 milioni di euro netti nel 2005, pareggiando proprio l’offerta rossonera dell’anno precedente. Arrivarono anche sirene da Madrid, con il Real dei Galacticos che, sfruttando una forte rottura fra l’allenatore, la dirigenza e Totti, si inserì e convinse il giocatore a trasferirsi nella capitale spagnola, con la promessa di una passerella fra i maggiori campioni che la storia del calcio ricordi: nemmeno il tifoso con la fantasia più vagheggiante avrebbe potuto immaginare che momenti di classe sarebbero nati fra Totti, Figo, Ronaldo, Zidane, Roberto Carlos e Raùl. Lo stesso Real che, qualche anno dopo, devastò la carriera di Cassano. Con il capitano, però, non se ne fece nulla: di comune accordo con la famiglia, Totti scelse di essere Re di Roma e non campione fra i campioni. E la Roma lo ripagò l’anno seguente con un rinnovo da 5.8 milioni di euro annuali più 520.000€ a stagione per la cessione dei diritti d’immagine: il contratto prevedeva che, nel 2011, il Pupone si sarebbe presumibilmente ritirato dal calcio giocato e sarebbe diventato dirigente romanista. Poi, dopo l’ennesimo scudetto sfuggito per una manciata di punti, nel 2009 arrivò l’ennesimo rinnovo al capitano, che avrebbe dovuto smettere nel 2014. Di lì, 2015 e 2016 hanno visto altri due rinnovi per circa 3 milioni di euro netti a stagione. E, dal 2017, Totti sarà per sei anni direttore tecnico della Roma, con uno stipendio di 600.000€ annuali. Totale: poco meno di 90 milioni di euro netti nelle tasche di Totti, circa 160 milioni di euro lordi pagati dalla Roma nel periodo che va dal 1994 al 2016 per stipendiarlo. Una fedeltà pagata senza sconti dalla squadra del cuore al suo capitano.
Un patrimonio invidiabile
Miliardi, miliardi e miliardi di lire trasformati poi in altrettanti milioni di euro: i soldi portano spesso i vizi più sfrenati e molti calciatori sono finiti in rovina proprio per colpa dell’eccessivo benessere.
Totti, invece, ha sempre avuto un saggio entourage, che gli ha concesso una vita da imprenditore di successo al di fuori dei campi da gioco. Complice anche una vita senza vizi e follie, infatti, il patrimonio della famiglia Totti si è trasformato in un’ottima macchina imprenditoriale, come i grandi campioni del marketing, ha creato una holding chiamata “Number Ten”, la società che gestisce tutti i rapporti commerciali del calciatore. A Roma si dice “il mattone non tradisce”: gran parte del patrimonio di Totti è investito in immobili, oltre ad essere investito in ben tre agenzie immobiliari, Longarina, Immobiliare 10 e Immobiliare Acilia. Tutti i palazzi appartenenti alla Number Ten si trovano sparsi per l’intera capitale ed il valore minimo di mercato si attesta sui 10,9 milioni di euro.
Uno di questi, nella periferia di Tor Tre Teste, addirittura fu coinvolto nello scandalo di Mafia Capitale, con una palazzina ceduta in affitto al Comune di Roma per circa 5 milioni di euro in sei anni, circa 2.200€ al mese per ogni appartamento pagato dall’amministrazione. Allo stesso tempo, la Number Ten ha anche realizzato due progetti sportivi: la Totti Soccer School e la Totti Sport per il motociclismo: le due società, però, godono di pessima salute, dato che negli ultimi anni hanno sempre chiuso gli esercizi in perdita. (Fonti: Libero, Gazzetta dello Sport, Calcio e Finanza, Mediaset, calciomercato.com, Corriere dello Sport, TG1, La Repubblica, sito ufficiale della Roma, Il Fatto Quotidiano)
Federico Norberto Quagliuolo

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