#SpursatWembley

Il viale che porta a Wembley è stato inondato nuovamente da una marea bianca che, questa volta così come nelle prossime settimane, ha spezzato il suo legame con le sfumature rosse della croce inglese per unirsi al blu della notte più oscura: i tifosi del Tottenham hanno momentaneamente eretto il proprio vessillo sulle mura del santuario inglese per assistere alle partite casalinghe di questa Champions League, in attesa di un ben sperato passaggio di girone. Gli Spurs hanno abbandonato il loro stadio, il White Hart Lane, ma non la loro terra, il loro quartiere di dominio, giacché il nuovo stadio – in costruzione – da 60 mila posti sorgerà accanto la vecchia dimora con i suoi non più sufficienti 30 mila posti. Il cuore della vicenda è il seguente: per questa stagione di Champions League il Tottenham ha avuto richiesta di assistere alle partite casalinghe da circa 50 mila tifosi che neanche per la metà sarebbero entrati nel White Hart Lane di dimensioni ulteriormente ridotte per via dei lavori. Quindi l’idea: stipulare un accordo con la Football Association per poter utilizzare a tempo determinato Wembley – e la sua enorme capienza da 90 mila posti – come arena casalinga per le notti europee. Il risultato? Accordo raggiunto.
Invasione Spurs
Soddisfatta la richiesta e la fame d’europa del popolo Spurs, il Tottenham non si è limitato a fare la parte dell’ospitato che in punta di piedi calpesta l’erba di quello che per gli inglesi è per davvero un luogo sacro. No. Ha deciso di imprimere sulla pelle di Wembley il segno del suo passaggio: bandiere bianche e blu, dai lati del viale principale fino ai corridoi interni allo stadio. Sulla facciata principale dello stadio campeggia la scritta #SpursatWembley.  Spogliatoi interamente personalizzati, con il galletto blu – simbolo della società – che domina ogni angolo su cui si posi la vista. Dappertutto scritte blu inneggianti al coraggio da mostrare sul campo da gioco, motti e quant’altro: gli inglesi ci hanno messo poco tempo a definire “invasione Spurs” quella che Wembley sta subendo. Eppure, il grande fascino che solo Wembley e pochi altri stadi al mondo riesco a suscitare – come sentire l’inno della Champions negli immensi speakers che fanno tremare gli spalti o, nel caso unico di Wembley, alzare lo sguardo e rimanere catturati dal bianco e luminoso arco che si staglia alto sui volti e sullo skyline londinese – ha il suo prezzo. Lo ha pagato l’Arsenal – sempre in ambito Champions – quando a Wembley vinse solo due partite sulle sei casalinghe. Lo sa bene Pochettino: in un’intervista ha detto che le dimensioni maggiori del campo di gioco – sia in larghezza che in lunghezza – non devono diventare un alibi. L’hanno visto i tifosi Spurs il 14 settembre, quando hanno inaugurato la loro avventura champions perdendo a Wembley contro il Monaco per due reti a una. La delusione è stata forte, assai amara; ora il Tottenham non può permettersi ulteriori passi falsi contro il CSKA Mosca e il Bayer Leverkusen, le altre avversarie del girone E. Il Tottenham deve di mostrare di essersi meritato Wembley.
Matteo Fortuzzi

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