L’idea e i suoi interpreti

Celtic, Barcellona, Manchester City, Borussia Mönchengladbach. A guardare i nomi di queste quattro squadre appartenenti al girone C della champions 2016-2017, un pensiero – o meglio due direttamente collegati – supera di intensità ogni altro: Pep Guardiola e il suo passato. Già in un’occasione l’allenatore ha dovuto provare di poter essere superiore rispetto alla mirabilissima sua creazione catalana, che dalle sue idee calcistiche ha ricevuto l’identità per affermarsi come una delle squadre più forti di ogni epoca. Era il 6 maggio del 2015. Guardiola voleva dimostrare che il Barcellona aveva vinto ogni cosa – più volte – non solo per merito degli straordinari interpreti, ma per la forza delle sue idee. Il tutto stava nel dimostrare che la forza dell’idea potesse essere maggiore dell’abilità dell’esecutore, che il suo Bayern di grandi giocatori – non strepitosi come i colleghi spagnoli – avrebbe vinto contro il Barcellona sì di Enrique ma ancora figlio dei suoi concetti calcistici.  Ma un fattore incastrò Guardiola e la sua teoria portatrice di un desiderio di grandezza: Messi gli ricordò a chi doveva buona parte delle sue fortune europee. Il risultato dell’andata fu 3-0 con un’incredibile doppietta dell’asso argentino e goal di Neymar, che poi al ritorno siglò due goals che consegnarono a Guardiola una vittoria inutile per 3 a 2. Faccia mezza salvata ma teoria sconfessata.
Tentativo inglese
Quest’anno, Pep ha una seconda opportunità. Cambiano gli interpreti – questa volta inglesi – e cambia il Barcellona, sempre più distante dai suoi dettami. A guardare le prime partite del City, la lezione Guardiola appare in via di ottimo apprendimento: baricentro alto, controllo del centrocampo e ricerca senza compromesso delle vie centrali, triangoli a non finire, pressing appena persa palla per evitare il contropiede. Sulle idee di calcio razionale di Guardiola, però, un appunto è necessario. Appena sbarcato in Inghilterra, egli ha subito messo in chiaro un aspetto imprescindibile: non è giunto tra gli inglesi per mettere in discussione e quindi modificare 120 anni di mentalità inglese; saranno le sue idee ad adattarsi allo spirito della Premier.
Tra il Borussia M’Gladbach – grande per la storia ma non per il presente – e il passionevole Celtic che si daranno battaglia per saltare sul treno dell’Europa League, la curiosità per questo girone è tutta per il City e per il Barcellona, per Pep e la sfida con il suo passato, per l’idea che cercherà di aver ragione sugli interpreti.
Matteo Fortuzzi

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