I deboli e la fame d’Europa

Anche quest’anno la ciclicità del calcio si ripresenta negli stadi d’Europa con l’obiettivo di far sognare chi ad esso affida le proprie speranze sportive. La Champions League, il diadema del calcio continentale, si appresta a convocare – nella sue notti stellate – le trentadue squadre che si daranno battaglia negli otto gironi dove i forti cercheranno di sbranare i piccoli, i deboli, mentre questi cercheranno d rifugiarsi in Europa League per non ritrovarsi in breve già privi di sogni – o illusioni, per onor della realtà – europei.
Girone A
La prima partita fra tutte sarà Paris Saint-Germain contro Arsenal. Due squadre dalla storia europea simile: entrambe mai vincenti; l’Arsenal l’ha sfiorata con un piede nel 2006. Entrambe non sono mai state vicine ai gradini più alti negli ultimi dieci anni, non riuscendo a brillare in maniera convincente e tantomeno avvicinarsi con le mani al diadema di stelle tanto ambito. Quest’anno i francesi ci proveranno sotto la guida strategica di Unai Emery, lo spagnolo che in Europa – quella minore – sa come si fa, vincendo per tre anni di fila l’Euopa League alla guida del Siviglia. Per gli inglesi vale invece la solita formula Wenger.
Parlando di deboli, delle cavie da dare in pasto alle grandi, il girone A proverà a dar voce al coraggio del Basilea e del Ludogorets: se la squadra svizzera è già avvezza alle nostre orecchie, i bulgari della remota città di Razgrad si ritrovano pressoché circoscritti nella zona dell’anonimato. Vi erano per la prima volta usciti nella stagione 2014-2015, quando riuscirono ad aggiudicarsi un posto per i cieli dell’Europa che conta. Anche in quell’occasione si ritrovarono nello stesso girone del Basilea: questa strappò il secondo posto al favorito Liverpool costringendolo alla flebile soddisfazione dell’Europa League. Per il Ludogorets fu quarto posto e ritorno in patria, nuovamente nell’alveo dell’anonimato.
Il 13 settembre, i bulgari voleranno a Basilea per cercare di far parlare nuovamente di sé; magari come vincenti. Davanti al valore dell’Arsenal pari a 468 milioni – fonte transfermarkt – e ai 412 milioni del Paris Saint-Germain, i 65 e i 45 milioni rispettivamente di Basilea e Ludogorets rendono limpidamente la differenza di grandezza presente nel girone A, lo squilibrio perfettamente simmetrico che ai due colossi contrappone i fragili sogni dei deboli svizzeri e bulgari. Se la realtà sembra assicurarci sui primi due posti – servirebbe uno di quei colpi bassi di cui il calcio sa dar mostra per strapparli al Psg e all’Arsenal – discorso aperto al dialogo è quello del terzo posto. Tra svizzeri e bulgari, la fame di europa minore si farà certamente sentire.
Matteo Fortuzzi

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