Griezmann, giù dalla scala

Troppo piccolo, esile, fragile perché il suo talento potesse essere preso in considerazione, l’allora tredicenne Griezmann ha dovuto accettare l’offerta del Real Sociedad, unica squadra disposta ad offrirgli un contratto giovanile. La tendenza di optare per giovani dal fisico muscolare e strutturato – tipico per un adulto, non proprio per un adolescente – è sempre più padrona delle scelte dei selezionatori di giovani calciatori. Solo un talento ben più che apprezzabile, senza scomodare il caso di Messi, può permettere di essere scelti al di là di parametri agonistici. A riguardo, la fama raggiunta in seguito da Griezmann ha fatto scoppiare un vero e proprio caso nelle scuole calcio francesi, ree di assoldare solo i giovani più atletici e possenti – spesso di origine africana – scartando invece quelli meno sviluppati nel fisico. La conseguenza di questa politica giovanile è stata che Griezmann, gioiello francese al pari di Pogba, non ha giocato un solo minuto in un campionato francese. Dopo i nove anni baschi di Real Sociedad, l’Atletico Madrid: il cholismo di Simeone, estremamente efficace nella crescita degli attaccanti, vedi Falcao e Costa, ha fatto di Griezmann il petit diable, l’ancora piccolo attaccante la cui abnegazione e volontà rovente l’hanno reso la punta che quest’anno ha trascinato le sue squadre in finale di Champions e di Europei: sette goal con i colchoneros nella competizione europea, sei per la gloria dei galletti d’oltralpe. La vittoria in ameno una delle due finali avrebbe coinciso con la consacrazione definitiva di un calciatore che sin da giovane ha visto la sua carriera in salita, di un attaccante che attraverso la via dello “spezzarsi la schiena” indicata da Simeone, ha quasi raggiunto il vertice più alto. “Quasi” è il muro davanti al quale Griezmann si è dovuto arrendere, costretto a scendere dalla scala verso la consacrazione per riprendere il faticoso sentiero in salita che fino a questi anni ha battuto. Nella finale di champions il rigore sbagliato, nella finale parigina lo zampino mancato in quel colpo di testa – a un metro dalla porta – maledetto alto sopra la traversa. Il talento è con lui, il tempo anche: manca poco a Griezmann per entrare nella strettissima – oggi più che mai – cerchia dei migliori.
Matteo Fortuzzi

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