Che Arsenal sarà ?

Nuova Premier League vecchio Arsenal. Nonostante si sia giocata solo la prima partita, le sensazioni che affiorano sulla pelle dei tifosi gooner fanno venire brividi di paura. Infatti anche in questa stagione l’obiettivo di vittoria finale, per la creatura di Wenger, sembra già troppo lontano. La scorsa stagione che sarebbe potuta essere quella giusta si è rivelata un fallimento nonostante il secondo posto. Con le due di Manchester alle prese con una nuova ricostruzione (United) e con i consueti problemi di continuità (City), con il Chelsea privato del suo mentore Mourinho e con il Liverpool preso in corsa da Klopp, l’Arsenal aveva l’obbligo di eccellere e vincere ma le parole ed i problemi se li porta via il vento. La verità ha trovato cittadinanza nella concretezza di Ranieri e del suo Leicester, vincitori in maniera meritata. Qualche mese più tardi lo scenario è cambiato e per l’alsaziano le nubi sembrano addensarsi sempre di più sull’Emirates Stadium. Tutti i più grandi club si sono rinforzati in maniera pesante con l’obiettivo di vincere il campionato più difficile del mondo. Quest’anno Mou, Guardiola, Klopp e Conte vorranno primeggiare e per l’alsaziano le nubi sembrano addensarsi sull’Emirates Stadium. Il match di ieri ha palesato i soliti problemi che in parte potrebbero essere sanati con degli acquisti mirati, necessari per costruire un’ossatura centrale di alto livello e lottare in tutte le competizioni fino alla fine. L’assenza dei dei difensori centrali titolari ha costretto Wenger a mandare in campo la coppia inedita Chambers (sinistra) e Holding (destra). La fisiologica mancanza di affiatamento e sincronismi è stato un fattore determinante in tre delle quattro reti subite, scaturite nel cuore dell’area grande. In avanti ha nutrito parecchi dubbi la posizione di attaccante centrale di Walcott che anche lo scorso anno ha giostrato in quella zona di campo. I dati statistici (FoxSport) hanno una doppia chiave di lettura. L’attaccante inglese in totale ha tirato due volte segnando una rete. A conti fatti il suo dovere lo ha fatto. Il problema è che solo due tiri, con una difesa non sempre ermetica, sono pochi. La soluzione al problema è da ricercare nel suo fisico, nella sua attitudine al gioco. Walcott ha sempre dato il meglio di se sulla fascia e comunque in spazi ampi da coprire con la sua corsa fulminante. In generale le sue caratteristiche possono essere espresse, come attaccante centrale, solo in alcune occasioni, non certo contro un avversario dalla difesa solida e arretrata. Gli scarni numeri di ieri hanno detto che Walcott non è un attaccante di area rapace e cinico ma evidentemente il suo allenatore la vede diversamente.
La filosofia di Wenger è ormai chiara da tempo ma i risultati, tranne le vittorie in coppa di Inghilterra, stanno a testimoniare che l’Arsenal non riesce ad essere competitivo fino alla fine. Come tutti i tifosi, quelli dell’Arsenal sognano, sperano, lottano, credono. In attesa di una vittoria di prestigio ma soprattutto all’altezza del recente passato.
Antonio Federico Miniaci

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Categorie:Analysis & Tactics

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