Payet, il nuovo centrocampista che avanza

Nella partita contro la Romania durante gli europei da poco consumatisi, il modello del nuovo centrocampista che avanza ha dato mostra di un’interpretazione di calcio totale. Gli sono bastati dieci minuti più uno aggiuntivo nel finale. La prima mossa è stata una progressione centrale che come lama affilata ha lacerato centralmente la difesa avversaria. Quindi il passaggio centrale verso Giroud che si è girato bene ma ha calciato centrale. Poi una progressione sulla sinistra: finta, avversario a terra e passaggio centrale per Pogba che si è fatto parare da Tatarusanu. Alla fine dei nostri dieci minuti, non certo della partita, avanzata questa volta sul lato destro, cross preciso e stacco di testa a segno di Giroud. Nel lampo di pochi istanti Payet ha mostrato ai molti come l’intera fase offensiva fosse di sua ordinaria gestione. Per concludere al minuto ottantotto, per non dar ragione ad un pareggio ben poco gradito in una partita d’esordio, un tiro di sinistro potente, preciso, bello, coraggioso, inarrivabile: degno di goal, degno dell’urlo gioioso dei francesi, degno di vittoria. Vidal, Pogba, Nainggolan sono solo alcuni esempi nostrani – i primi due non più – della figura del centrocampista moderno, caratterizzato dalla convergenza di forza, energia, grinta, precisione, tecnica, ordine, tattica, abilità difensiva e offensiva. Si ha sempre più l’impressione che nel calcio moderno un giocatore “alla Gattuso” non sia più sufficiente, che un calciatore “alla Pirlo” o “alla Xavi” sia ormai roba estinta, sia per il sempre più esasperato tatticismo che soffoca l’estro sia perché lo strapotere muscolare – miscelato con una buona capacità di piede – è sempre più imprescindibile per affermarsi al centro del campo. Payet racchiude in sé quella convergenza. Nell’europeo francese è lui che ha fatto registrare il più alto numero di passaggi chiave realizzati. Il suo passaggio più noto sarebbe stato il lancio abilmente tratteggiato su cui il puntuale Griezmann ha tentato il goal di testa durante le prime schermaglie della finale. E sempre nell’ultimo atto dell’europeo, dopo questa dimostrazione di precisione, non ha potuto che esserci l’esibizione di grinta quando Payet non si è trattenuto dall’intervenire duro – sicuramente troppo per un inizio di finale – su Ronaldo; giusto per far capire di che pasta è fatto il centrocampista moderno.
Matteo Fortuzzi

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