La strategia del più furbo

Adesso è ufficiale: il più costoso trasferimento di calciomercato nella storia del calcio italiano è stato appena realizzato e protagonisti sono due club storicamente rivali: Napoli e Juventus, che hanno visto il passaggio in bianconero di Gonzalo Higuain, recordman all-time di gol fatti in un unico campionato, idolo di tutta la tifoseria napoletana.
L’operazione è stata condotta in fretta e segreto e, almeno stando a quanto afferma la cronaca, con la totale ignoranza di De Laurentiis e del Napoli sul fatto: mossa che, se vista sotto un punto di vista strettamente sportivo, è assai scorretta da parte della Juventus ed ancor più scorretta da parte di Higuain, in quei momenti ancora tesserato napoletano.
Anziché puntare su una sfida al rialzo del tasso agonistico contro una avversaria in crescita come il Napoli, la Juventus ha preferito tagliar le gambe all’avversario con una strategia di carattere commerciale che, per quanto sia stata ben tramata e segreta, ha perfettamente seguito un iter legale consentito dalla clausola di Higuain. Visto in ottica finanziaria, infatti, il colpo della Juventus è un azzardo geniale e ben riuscito. Fin qui, la cronaca. Chi ne esce però vincitore?
Colpo in contropiede
Se fosse stato un giocatore di scacchi, Marotta sarebbe paragonabile al leggendario campione sovietico Kasparov: con il sacrificio di una sola pedina, infatti, ha realizzato un vero e proprio terremoto fra gli avversari. Quel che è certo è che la dirigenza napoletana era impreparata dinanzi all’addio di Higuain, come si evince dalle ammissioni dello stesso De Laurentiis e di Sarri: testimoniano gli abbonamenti, gli striscioni a Dimaro ed il sito web del Napoli, che ancora portano il Pipita in bella vista, con i suoi trentasei gol.
Allo stesso modo, il colpo Higuain sembrava cosa da PSG e Chelsea o delle attrezzate Arsenal ed Atletico Madrid: storicamente, infatti, la Juventus non ha mai speso più di 32 milioni per un singolo giocatore: Dybala è infatti è stato l’acquisto più oneroso del recente passato e la fiducia della dirigenza sembrava direzionarsi verso Cavani, altro personaggio del recente passato napoletano. Un giustificabile errore di sottostima delle potenzialità economiche della Juventus si è quindi trasformato in un devastante boomerang per tutte le avversarie italiane. Se però per la Roma la perdita del gioiello Pjanic era quantomeno preventivata, il Napoli contava di trattenere Higuain per almeno un altro anno e si è trovato spiazzato.
Strategia di mercato già nota
Simili strategie di mercato si sono ripetute anche in altri anni ed in altri campionati, essendo una pratica assai diffusa proprio nel mercato automobilistico, di cui Agnelli è gran conoscitore. Esempio lampante è il Bayern Monaco che, sfruttando la sua posizione di dominio assoluto in Germania ed in Europa, non ha mai faticato nel convincere ogni anno i migliori giocatori del Borussia Dortmund a passare in Baviera, costringendo la muraglia gialla a trovare ogni anno nuovi fenomeni da coltivare.
Ed ancora l’Inter, nel suo quinquennio di dominio post-calciopoli, spesso pescava nella sponda romanista, la rivale più credibile assieme al Milan. Praticamente, ad un rischio sopportabile, la Juventus si è trovata in una situazione di win-win: nonostante il costo di Higuain abbia impattato sul bilancio in modo estremamente pesante, cifra che sicuramente sarebbe stata minore con l’acquisto di un bomber in mercati esteri, la Juventus ha allungato il gap con Napoli e Roma in modo quasi incolmabile.
D’altro canto, il Napoli si è trovato impreparato: i grandi acquisti e le grandi cessioni, infatti, solitamente sono nell’aria già a giugno, consentendo l’elaborazione di accordi e strategie: così fu fatto per Cavani nel 2013, sostituito da Higuain, e prima ancora per Quagliarella, soppiantato da Cavani. In questo caso, la comunicazione del Napoli è stata pessima ed ha assecondato il volontario silenzio della Juventus e di Higuain.
Profezia Quagliarella
“Scelgo la Juventus perché è uno step avanti, qui si può vincere qualcosa”: in tempi non sospetti, quando il Napoli cominciava a trovarsi per le prime volte ai vertici della classifica, i tifosi napoletani dovettero digerire uno degli addii più duri della loro recente storia, quello di Quagliarella. La ragione? A sua detta problemi nello spogliatoio e voglia di vincere qualcosa di importante. La colpa addebitata da quasi tutti i giocatori ed allenatori che sono andati via da Napoli è infatti quella di “non realizzare un progetto vincente”, puntando il dito soprattutto contro le eterne telenovele su “stadio di proprietà” e “centro sportivo” che vanno avanti da ormai sei anni.
Altro grande colpevole è il mercato del Napoli che, puntualmente, quando la squadra deve compiere il passo decisivo per diventare una big, subisce un ridimensionamento.
Un episodio su tutti fu il mancato arrivo nel 2014 di Mascherano e Fellaini, “sostituiti” dai discutibili Gargano e David Lopez, ma non da meno è stato il mercato invernale 2016, con il Napoli campione d’inverno che, anziché investire nei settori critici, ha solo acquistato un giocatore di prospettiva per la futura stagione.
La carriera di Benitez ha conosciuto una disastrosa discesa senza fine dopo l’approdo a Madrid, mentre le critiche al progetto di De Laurentiis non sono cambiate: fu lo stesso fratello di Higuain, un mese fa, a manifestare la volontà di portare l’assistito via da Napoli perché la squadra non sarebbe mai stata competitiva.
Colpo gobbo della Juventus o affare per il Napoli?
Novanta milioni ad una, l’attacco sulla carta più forte della serie A all’altra. A quale delle due squadre andranno i maggiori benefici da questa transazione si scoprirà sul campo, per ora le tifoserie si dividono: i detrattori di Marotta ed i napoletani più ottimisti, infatti, sono convinti che 94 milioni nelle mani del Napoli sono potenzialmente una cifra eccellente per rinforzare la squadra partenopea; i sostenitori della strategia juventina ed i napoletani delusi, invece, vedono nel trasferimento di Higuain un disastro per il progetto Napoli, condannato ad affrontare un nuovo recesso come quello del secondo anno di Benitez. La strategia juventina, infatti, ha un terzo vantaggio: i 90 milioni di euro in mano al Napoli valgono ben meno di quanto indicano le cifre: consapevoli della disponibilità economica e della necessità impellente di acquistare un bomber per un campionato che comincerà tra 20 giorni, le squadre avversarie hanno già alzato i prezzi dei propri giocatori: testimoniano i 70 milioni chiesti per Icardi ed i 25-30 per Milik.
Se 100 milioni possono astrattamente servire per un mercato eccellente, come fu quello della Juventus del primo anno di Conte, in questo caso, per ottenere risultati simili, dovranno essere spesi con estrema intelligenza in giocatori dalle prestazioni sportive eccellenti e dal nome non troppo in bella vista, una ricerca difficilissima da concretizzare in pochi giorni per la dirigenza napoletana. Uno di questi identikit fu proprio Higuain tre anni fa, lo stesso che fu etichettato come “scarto del Real Madrid”.
Federico Norberto Quagliuolo

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