Guerreiro, salvo dall’essere un eroe

Più francese che portoghese, tutto sinistro e niente destro, Raphaël Guerreiro è stato incoronato miglior giocatore del reparto difensivo in questi europei di note marsigliesi infine sopraffatte da quelle dell’A portuguesa, l’inno portoghese che della marsigliese riprende – senza nasconderlo – il richiamo al popolo per radunarsi, imbracciare le armi e marciare uniti per la difesa della patria. Nella classifica dei migliori difensori, Guerreiro è seguito immediatamente da Pepe, il “cattivo” d’Europa che nell’europeo ha esibito, alla luce dei riflettori, una prestazione da primo della classe, dimostrando che del suo nome si può parlare anche per meriti calcistici e non solo per la popolare canaglieria.
E se…
Se al minuto 107, sul quel tiro di punizione abilmente calciata da Guerreiro, il rombo metallico della traversa avesse rinunciato alla scena in favore dell’urlo portoghese figlio del goal, la carriera calcistica del terzino portoghese avrebbe assunto un senso tutto diverso; avrebbe avuto un significato beffardo la storia di un ragazzo che nato e cresciuto in Francia, compagno di Pogba e Varane nei primi tocchi al pallone, poi ha trafitto nel petto la madre che fino a quest’anno – momento della suo passaggio dal Lorient al Borussia – l’ha allevato; per puntualizzare la premessa della beffa sfiorata, Guerriero, di madre francese e padre lusitano, ha da sempre voluto giocare per la nazionale della terra paterna.
E se ancora quel pallone avesse varcato la porta difesa da Lloris, per quanto il portiere francese abbia dato l’impressione di poterlo agguantare, Guerreiro sarebbe diventato il “Grosso” portoghese: entrambi terzini, entrambi provenienti dall’alveo dell’anonimato, entrambi protagonisti di una cavalcata vincente.
Di Guerreiro rimarranno i dribbling fulminei, il sinistro illuminante che ha servito il cross su cui Ronaldo ha esibito il potente colpo di testa a rete contro il Galles, rimarranno anche le precise chiusure difensive che gli hanno permesse di essere riconosciuto come terzino completo.
Per gli sviluppi futuri della carriera di Guerreiro, forse è stato meglio che quella punizione non sia entrata, giacché troppe volte la storia ci ha insegnato che diventare eroi di europei e mondiali può significare rimanere vittime di una gloria e una fama troppo più grandi di sé.
Matteo Fortuzzi

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Categorie:Storie

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