Bayern, una storia di vittorie

Quarta volta di fila, il record di tutti i tempi nella Lega Tedesca: il Bayern Monaco festeggia l’ennesimo scudetto. Curiosamente, la festa si è tramutata in una punizione per i giocatori tedeschi: al posto dei classici ed immensi boccali di birra che hanno caratterizzato i festeggiamenti teutonici degli ultimi anni, stavolta i giocatori si sono scambiati ben più sobrie ed eleganti bottigliette d’acqua.
 La ragione non è disciplinare, ma economica: lo sponsor del Bayern è la Paulaner, mentre quello dello stadio in cui i bavaresi hanno vinto lo scudetto è sponsorizzato dalla Herrnbrau, la diretta concorrenza.
La squadra
In Germania i bavaresi sono chiamati “panzer” non a caso: oltre ad aver macinato il quarto scudetto consecutivo con solidità e risultati impressionanti. Basta pensare che, mentre sulle vette di tutti i campionati europei si sono avvicendati numerosi club, il Bayern è rimasto saldo al primo posto dalla quinta giornata di campionato in poi, chiudendo con un sonoro +10 sul Borussia secondo.
I perni della squadra sono l’immortale Neuer, portiere dalle prestazioni stratosferiche da ormai quasi 10 anni, uniti ad un’asse che passa dalla difesa dominata da Boateng ed Alaba, arrivando ad un centrocampo rinforzato dal grintoso Vidal e dal sapiente Alonso, fino ad arrivare all’attacco in cui Muller e Lewandowski hanno saputo occupare gli incubi di tutte le difese avversarie. 
Non manca però la nota estremamente positiva di Coman, ceduto dalla Juventus in prestito, con poche possibilità di ritorno a Torino. Di questo campionato rimarrà l’immagine della cinquina leggendaria di Lewandowski, realizzata in soli 9 minuti, proprio durante la sesta giornata. Unica macchia? La mancata vittoria della Champions, sfuggita sempre ad un soffio dal traguardo. L’ultima eliminazione con l’Atletico Madrid brucia ancora, ma anche gli anni passati hanno segnato pessimi ricordi per i tifosi tedeschi, che ancora si aggrappano all’ultima Coppa dei Campioni strappata al Borussia nel 2013.
Il progetto
Il vero punto forte della squadra tedesca: solidità, concretezza ed intelligenza negli acquisti. Il Bayern Monaco, infatti, è l’unica big europea ad avere bilanci e conti impeccabili, un unicum fra tutte le grandissime squadre del continente, che invece annaspano fra i debiti di sceicchi o di gestioni passate.
Grazie alla finale di champions 2014, la Juventus ha chiuso per la prima volta il bilancio in attivo, ma è ben lontana dal modello virtuoso del Bayern che, comunque, sta provando ad emulare in Italia con buon successo. Dieci anni fa, infatti, il Bayern giocava con la coppia d’attacco Toni-Klose che faceva tremare tutte le difese d’Europa. Oggi Muller e Lewandowski sono addirittura ancora più devastanti. Eppure, i trofei internazionali non sono stati molti nell’ultimo decennio. Il trucco per mantenere una squadra di panzer senza vincere sempre?
 Un modello sportivo d’eccellenza: la Deloitte afferma che il Bayern Monaco ha una crescita costante del 13% dei ricavi ogni anno, più di qualunque altra grande squadra del mondo. Allo stesso tempo, i ricavi del Bayern sono limitati solo al 22% da introiti televisivi, come dimostra il bilancio 2013-14. Il 60% è dovuto invece a marketing d’eccellenza, che, con furbizia e lungimiranza, ha addirittura portato i tedeschi ad aprire una società con sede a New York, per aggredire un mercato ricco ed in crescita come quello statunitense. Basti pensare che il numero di maglie venduto dal solo Bayern supera la somma delle maglie vendute da parte di tutte le squadre tedesche.
Insomma, anche se il Bayern perde, vince comunque lo scudetto dei guadagni.
E’ qui la differenza con la Juventus, il miglior modello di marketing sportivo in Italia: la squadra bianconera, infatti, vive con il 60% di ricavi televisivi ed un misero 30% di ricavi derivanti da accordi commerciali e marketing, dimostrando la debolezza storica della Serie A: non saper costruire modelli di business indipendente dalle emittenti televisive.
La Juventus, come tutte le squadre italiane, ha infatti bisogno di vincere per poter garantire una ossatura importante alla squadra, altrimenti, come avvoltoi, ai primi segnali di cedimento cominceranno a diminuire i ricavi televisivi ed il rischio di indebitamento con le banche si farà sempre più alto. Ragion per cui la Juventus sta provando a costruire una struttura commerciale avanzata e più indipendente, forte anche del bacino d’utenza italiano. Mentre adesso, con un allenatore eccellente come Carlo Ancelotti, il Bayern tenterà di raggiungere le vette che Guardiola non è mai riuscito a raggiungere: il triplete con la Champions.
Federico Norberto Quagliuolo

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