Opera # 8: la punta di cuoio

Il cross di Hysaj è così attraente che la testa di Higuaìn non deve fare altro che chinarsi e presentarsi puntuale all’impatto con la sfera. Se Buffon venisse trafitto, il guadagno per il Napoli sarebbe una colata d’oro, significherebbe porre cinque punti tra sé e la Juve inseguitrice balzando a 59 punti, vorrebbe dire colmare fino all’orlo il serbatoio del morale per affrontare a pieno vigore il girone di ritorno. Con il senno del finale di stagione, ma anche con il senno di più campionati a questa parte, anche in caso di sconfitta in questo scontro diretto la Juve avrebbe avuto dalla sua quasi tutte le probabilità di vittoria, ben superiori a qualsiasi altro fattore avesse cercato di gonfiare le vele delle altre pretendenti al titolo.
La punta di cuoio
Al momento del cross di Hysaj dalla destra, i ragionamenti citati pocanzi sono parole scritte su pagine di giornali, sono discorsi che animano bar. Sull’erba dello Juventus Stadium, nella venticinquesima giornata della stagione 2015/2016, al minuto trentacinque di Juve-Napoli, esistono solamente la sfera, Higuaìn, Buffon e un Bonucci in ritardo sulla marcatura anti Higuaìn. Nella capienza di un secondo, questi quattro attori devono trovare la mossa determinante. La situazione più critica è quella di Buffon: la palla veloce sembra puntare diritta la testa di Higuaìn che ad un metro dalla porta ha con sé il 99% delle possibilità di perforare il portiere juventino. Bonucci, in colpevole ritardo su Higuaìn, è distante dalla sfera e la sua corsa è trattenuta dall’infortunio rimediato ad inizio primo tempo dopo uno scontro ginocchio contro ginocchio con Khedira.
L’istinto suggerisce di non tentare l’intervento in tuffo con la testa: Bonucci sta inseguendo Higuaìn e la corsa in direzione della porta minaccia il rischio di autogol. Una buona mossa potrebbe essere cercare di intercettare la palla con il piede sinistro: colpendo con il piattone del piede, la palla verrebbe spedita in calcio d’angolo evitando così che Higuaìn arrivi puntuale all’appuntamento. Ma ecco che sopraggiunge il secondo decisivo, e proprio mentre la sfera sta sfilando davanti a Buffon e a Bonucci, questi è ancora troppo distante, tra lui e il pallone in transito si erge uno spazio che pare incolmabile; le mosse opzionabili sembrano esaurite, il goal di Higuaìn inevitabile. Tre attori sanno già cosa fare: Buffon evoca i migliori riflessi sperando che Higuaìn gli tiri addosso, con la consapevolezza che il pipita e la sfera hanno pressoché un accordo di goal. Bonucci, convinto che il suo ruolo non possa essere quello del colpevole, passa un’ultima volta in rassegna le mosse disponibili e inaspettatamente trova quella che può fare al caso suo: lanciare in avanti la gamba destra in una corsa a prendere il treno prima che sia troppo tardi, beffandosi di ogni rischio di autogol. A denti stretti, Bonucci spalanca il compasso: la punta di cuoio del piede graffia la palla che muta la sua traiettoria; il gioco dei ruoli viene stravolto. L’accordo tra Higuaìn e la sfera salta, questa schizza sul fondo accompagnata dallo sguardo di Buffon che può dichiarare un sospiro di sollievo. Bonucci da colpevole ritardatario diventa l’eroe della serata, il suo gesto è tanto spettacolare quanto imprescindibile per la vittoria finale: è l’affresco encomiastico della sua brillante stagione.
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Matteo Fortuzzi

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Categorie:Storie

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