Futuro Milan

Dopo aver analizzato a fondo la problematica situazione societaria e sportiva di una squadra dal glorioso passato come il Milan, bisogna quindi chiedersi quale sarà il futuro di una delle società più prestigiose d’Italia. 
Il futuro, però, si prospetta a tinte fosche, con il fresco rinnovo di un giocatore quale Montolivo che ha agitato ancora di più i malumori della tifoseria verso un giocatore malvoluto e poco esaltante. La recentissima sconfitta dopo una finale di Coppa Italia giocata con cuore e voglia, poi, ha seppellito le speranze di un traguardo europeo immeritato, a soli 9 anni dall’ultimo Grande Milan che vinse la Champions League.
La società
Sotto l’aspetto societario, senz’altro il Milan affronta il suo momento più burrascoso, che sembra avvicinarsi molto al clima di malinconia che precedette l’arrivo di Berlusconi. Dopo l’infinita ed improduttiva telenovela con Mister Bee, si sono avvicinati altri imprenditori cinesi dall’identità quantomai misteriosa e confusa. E’ prassi per le maggiori società sul mercato quella di non far trapelare alcuna informazione sulle trattative di acquisizione e fusione societaria, se non a giochi conclusi. In questo caso, però, l’identità degli investitori ed i loro fondi sono assolutamente ignoti, soprattutto quando si tratta di mercati poco regolamentati come quelli cinesi. Grande curiosità c’è anche sulla valutazione del Milan: nella precedente trattativa con Mister Bee, infatti, la società era valutata circa 1 miliardo di euro, cifra assolutamente folle e fuori mercato. Ben più realistico, infatti, sono le stime di Forbes del 2015, che ha dato una etichetta del prezzo di circa 600 milioni di euro per la società rossonera, praticamente poco più della metà di quanto ipotizzato nella prima trattativa. In secondo luogo, non va sottovalutata la figura di Berlusconi che, in caso di cessione di un ipotetico 70%, dovrà rassegnarsi ad assumere una triste figura di presidente onorario, affrontando la dura realtà del ritiro dai campi dopo i ruggenti anni ’80 e ’90. Allo stesso tempo, il prestigio del Milan scenderà a picco: dopo aver visto soffiata la speranza europea dal piccolo Sassuolo, il ranking Uefa internazionale scenderà ancora dall’attuale trentatreesimo posto. Esauriti infatti i crediti degli ultimi anni di Champions, il Milan dovrà affrontare anni di profondo anonimato nelle classifiche internazionali, allontanando numerosi potenziali sponsor. L’unico mercato in cui il Milan è un marchio solidissimo e senza flessioni è proprio l’oriente, con Cina e Giappone in cima alle classifiche di gradimento: questo spiega anche l’acquisto di Honda, come indicammo nel nostro approfondimento sul fair play finanziario. Ed è proprio dall’oriente e da misteriosi investitori che il Milan spera di ripartire.
La squadra
Con le complicazioni societarie, il mercato di quest’anno sarà assai contratto: si aggiungono altri 60 milioni al debito pregresso di ben 340 milioni di euro, che la Fininvest sarà chiamata ancora a ripianare. Ai rinnovi di Montolivo, Antonelli e Calabria, infatti, si assisterà ad un anno di prestiti ed economia, probabilmente con l’addio di Bonaventura, unico uomo-mercato della società rossonera. La vera sfida per il Milan, infatti, sarà quella di confermare importanti giocatori come Bacca, che mal sopporteranno il dover vivere un altro anno in malinconiche stagioni lontano dai campi europei. Del resto, l’unica vera forza e certezza della squadra rossonera è il suo vivaio: senza parlare dello straordinario Donnarumma, infatti, la recente storia milanista ha ospitato giocatori giovani ed eccellenti come De Sciglio, lo stesso Calabria o anche Pato ed El Shaarawy, ceduti per i loro muscoli fragili. Saranno infatti i giocatori del vivaio a salvare la squadra rossonera, se la tifoseria avrà la pazienza di aspettarli. La prima scommessa sarà quindi la scelta dell’allenatore, che probabilmente si identificherà in un profilo dalle richieste modeste e dal rendimento assicurato con i giovani: in pole c’è l’ottimo Giampaolo, anche se affascina l’ipotesi di Rudi Garcia, in cerca di riscatto dopo la deludente esperienza romana. L’unica certezza è che il campionato 2016-2017 sarà di transizione, con una squadra che, chiamata a navigare a vista, proverà a centrare l’obiettivo dell’Europa League mentre, nei piani alti, i dirigenti cercheranno coraggiosi investitori.
Federico Norberto Quagliuolo

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