Mostra d’arte di Futbol Trotter

Lo spettacolo calcistico ruota la sua sorte intorno una linea bianca di vernice distesa su erba verde. Da una parte della linea la vittoria, il successo, la gloria, la storia, il goal. Dall’altra la sconfitta, il fallimento, l’oblio. Quella linea bianca, se oltrepassata, può dichiararti o confermarti campione. Se dato per finito, può benedire la tua rinascita.
Quante azioni e grandi conclusioni hanno incontrato il palo o il guanto del portiere a negargli l’accesso alla storia? La linea bianca di porta è il principale giudice della storia calcistica, è lei che stabilisce se gli uomini ti ricorderanno o meno. La nuova avventura intrapresa da Futbol Trotter ci condurrà nel pantheon di alcuni dei grandi gesti diventati gesta, queste narrate e descritte non solo nella loro bellezza ma anche nella loro capacità di incidere nello sviluppo storico, quindi nel loro essere vittoriose. I goals di Sheringham e Solskjær nella finale europea di Barcellona tra Manchester United e Bayern Monaco, le prodezze storiche anti-inglesi di Maradona nei quarti di finale del mondiale messicano del 1986 e i tentativi di emulazione realizzati in tonalità bemolle da Messi. In questa galleria artistica saranno presenti opere che riguardano i guizzi di genio più diversi, come il sinistro architettonico di Montella che il 27 maggio del 2001 disegnò sopra la testa di Rossi, portiere del Milan, un arco a tutto sesto diretto appena sotto l’incrocio dei pali: goal bellissimo, pareggio agguantato e scudetto per la Roma a pochi battiti di cuore. Ma non tratteremo solo quei momenti specifici in cui la linea bianca della porta viene varcata: ci sono giocate in grado di descrivere la carriera vincente di un calciatore, come il tacco, o meglio, taconazo di Redondo, firmato durante la stagione di champions 1999/2000 in un Manchester United vs Real passato alla storia proprio per l’intuizione geniale del centrocampista argentino. Se si vuole definire la genialità, il tacco di Redondo ci porge sicuramente un ottimo assist, proprio come egli fece qualche attimo successivo al tacco con Raul. In questa mostra di arte calcistica troveranno alloggio anche interventi difensivi di altissimo pregio, tanto preziosi e belli in estetica da far affermare che non solo la linea bianca del goal è il giudice che permette al calciatore di affermarsi agli occhi della storia.
Matteo Fortuzzi

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