L’ultimo saluto

Il pubblico del Camp Nou ha sperato in un finale diverso per tanti motivi. Uno su tutti il sogno di salutare per l’ultima volta Johan Cruyff con una vittoria nella partita considerata la più importante di Spagna. In un’atmosfera che solo da quelle parti riescono a trasformare in intensità pura, Messi & compagni sono scesi in campo con il cuore spezzato ma con il proponimento di portare in dote tre punti da donare alla leggenda olandese per dirgli semplicemente grazie. Un altro motivo: la corsa alla vittoria finale. Con un successo sui rivali di sempre, la corsa al titolo sarebbe stata senza dubbio più facile ma dopo il vantaggio di Piquè, il Barcellona ha avuto l’andamento di un palloncino che si è sgonfiato minuto dopo minuto. Il Real Madrid apparso più solido e meno straripante del solito ne ha approfittato e quasi senza sforzarsi più di tanto ha ribaltato il risultato andando a vincere per 2-1. Nel primo tempo si è visto il solito Barcellona; difesa altissima quasi sulla linea di centrocampo ben comandata dal senso della posizione di Mascherano, tre centrocampisti, Neymar alto sulla sinistra con Suarez e Messi a disturbare i due centrali di difesa. L’argentino non è partito come di consueto dalla destra per poi accentrarsi e sciorinare giocate fuori dal comune e disegnare parabole a favore dei compagni. Almeno per una buona parte del primo tempo ha giocato in linea con Suarez ma nessuno dei due è riuscito a rendersi pericoloso, tranne a dieci minuti dall’inizio quando il numero nove ha sbagliato un goal fatto che avrebbe cambiato il corso della storia. Nel secondo tempo il goal di Pique ha illuso tutto il popolo di casa che pensava di avere già in tasca la vittoria. Come spesso accade tutto questo non è possibile in un partita di calcio ed il Madrid con un piglio ed un atteggiamento tattico insolitamente conservativo ha, colpo dopo colpo, demolito le sicurezze dei locali e in venti minuti ha riaperto i giochi del campionato zittendo il popolo catalano, già provato dalla scomparsa di colui che gettò le basi del grande Barcellona di oggi.
Antonio Federico Miniaci

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Categorie:Cafè Trotter

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