Italia

L’ultimo articolo della nostra analisi non può che affrontare la situazione calcistica nel Bel Paese, quest’anno più che mai avvincente ed incerta. Dopo 6 anni di stradominio dell’Inter e 4 anni di superiorità imbarazzante della Juventus, per la prima volta la serie A si trova ad affrontare un campionato quanto mai equilibrato, fatto di grandi volate e crolli improvvisi, come quello della Roma di Spalletti che ha superato il disastro lasciato da Garcia, oppure la stessa Juventus che, dopo essere stata salutata dal Chievo “capolista” nella quarta giornata di campionato, ha riconquistato la vetta nella sfida contro il Napoli. Il mercato estivo italiano, infatti, è stato caratterizzato insolitamente da botti ed acquisti folli come non se ne vedevano da diversi anni: i 100 milioni spesi dal Milan e dall’Inter fanno ancora discutere, mentre la campagna acquisti bianconera è stata estremamente intelligente, acquistando proprio i fautori della rimonta da record di quest’anno con spese elevatissime, ma assolutamente remunerative. Nota di merito va al Napoli che, rivoluzionando una squadra vecchia e sfiduciata con un mercato al risparmio, parole che piacciono sempre molto a De Laurentiis, ha creato la seconda squadra più competitiva del campionato, grazie indubbiamente al lavoro magistrale svolto da Sarri. Il bilancio acquisti-spese in serie A presenta uno sbilancio davvero minimo, con un debito di 40 milioni di euro, frutto di 619 milioni di cessioni e 659 milioni di acquisti:un mercato all’insegna dell’equilibrio fra spese ed acquisti, rotto solo dalla campagna faraonica e folle del Milan.
Le grandi squadre
Alla fine dell’estate i giornali davano per certa una lotta scudetto a due fra Roma e Juventus, con Milan ed Inter pronte ad insidiare le prime posizioni. Il Napoli da rifondare era visto dai più ottimisti come candidata per il terzo posto assieme alla promettente Fiorentina. Non è stato così. L’inizio di stagione, infatti, è stato incredibile: la Juventus ha affrontato numerose figuracce, facendo più volte traballare la panchina di Allegri. Poi, un recupero incredibile: 17 vittorie di fila, da ottobre a febbraio. Un treno inarrestabile che per poco non ha polverizzato i record di tutti i tempi in serie A. Allegri disse ad inizio campionato che “lo scudetto lo vince chi si difende meglio” ed anche qui i numeri sono da primato: Buffon ad un passo dal festeggiare il record di tutti i tempi per la porta inviolata ed una difesa titolare che, nonostante abbia solo Bonucci come elemento giovane, rimane collaudata e rocciosa. Allo stesso tempo la campagna acquisti è stata un terremoto: il contemporaneo addio di Vidal, Tevez e Pirlo hanno scosso profondamente l’intera struttura della squadra, compensata dall’arrivo di Dybala, Khedira, Cuadrado, Mandzukic ed un eccellente Alex Sandro che, dopo un breve periodo di ambientamento, hanno dimostrato tutto il loro valore. Un mercato che non può dirsi spendaccione, grazie ai milioni guadagnati nella finale di Champions dell’anno precedente. Il Napoli ha invece stupito tutti: partito in sordina dopo la devastazione e la sfiducia lasciata da Benitez, Sarri esordì dicendo che “dovremo essere noi a conquistare il cuore dei napoletani”: ci è riuscito, creando per la prima volta una unità ed identità fra squadra e tifoseria. Un risultato mai raggiunto da nessun allenatore nella difficilissima piazza napoletana. A suon di partite convincenti ed un gioco che, a buon titolo, è il più fluido e piacevole della Serie A, ha dominato la prima parte del campionato dopo un inizio incerto, laureandosi campione d’inverno ed ancora adesso tenendo testa ad una Juventus dei record grazie anche al miglior Higuain di sempre. La Roma merita una menzione particolare: ha cominciato l’anno presentandosi, dopo due secondi posti consecutivi, come la reale pretendente al titolo, complice anche una Juventus inizialmente assai titubante ed insicura nelle prestazioni. Forte dell’acquisto del bomber che è sempre mancato alla squadra della capitale, sembrava davvero indirizzata: grazie ad un girone di Champions assai facile, è riuscita a passare il turno con il record negativo di punti ed i fischi di tutto l’Olimpico, inanellando in campionato una serie di sconfitte e pareggi clamorosi, culminata con la sconfitta contro lo Spezia in Coppa Italia. Con Spalletti e con furbissimi acquisti nel mercato di gennaio, invece, la Roma sembra un’altra squadra: record di vittorie consecutive, con un gioco convincente ed a tratti anche fortunato. Tolto il tristissimo caso-Totti, la Roma è senza dubbio una delle squadre più insidiose del campionato ed ha legittimato la sua personalissima rimonta dall’ottavo al terzo posto in soli due mesi, a danno della Fiorentina. Il Jolly? Un ispiratissimo El Shaarawy e Perotti, unito ad un Salah imprevedibile, che hanno fatto superare l’enorme delusione di Dzeko. L’altra squadra romana, la Lazio, ha fatto l’esatto opposto, replicando il mercato fallimentare e “timoroso” del Napoli del 2014: dopo essere giunta agli spareggi Champions, Lotito ha atteso solo la fine di agosto per proseguire ad acquisti per la squadra, sperando di poter beneficiare degli introiti derivanti dalle partecipazioni europee. Così non è stato, con un organico senz’altro insufficiente per giocare in palcoscenici internazionali, nonostante rimanga -con buona fortuna- l’ultima squadra italiana in Europa League. La Fiorentina, invece, si è trovata ad affrontare un maremoto con il travagliato addio di Montella e l’arrivo dell’illustre sconosciuto Paulo Sousa, un allenatore dal curriculum assai corto e dal passato juventino, cosa che aveva fatto irritare estremamente la tifoseria viola. I risultati sono invece stati di tutto rispetto, con alti e bassi per una squadra che dal mercato estivo ha scoperto il talento di Kalinic e trovato l’esplosione di Bernardeschi. In ultima analisi, le milanesi Milan ed Inter: partite ad inizio campionato con proclami clamorosi ed esagerati, hanno trovato una giusta dimensione nella lotta per l’Europa League alle spalle della Fiorentina. Gli acquisti sembravano da oscar: 40 milioni per Kondogbia da una parte, 35 per Romagnoli dall’altra. Poi Bacca per 30 milioni, Bertolacci per 20 e, dall’altra sponda dei Navigli, Perisic per 20 milioni e poi Miranda, Murillo ed un inesistente Montoya. Dopo una prima parte di stagione dovuta ad una serie di fortunatissime vittorie all’ultimo secondo, l’Inter ha subito un crollo verticale ridimensionando del tutto le ambizioni di scudetto. Ben differente è il Milan: dopo un inizio disastroso con la tifoseria che voleva la testa di Mihajlovic, la squadra si è ripresa, alternando buone prestazioni a crolli improvvisi come quelli contro il Sassuolo. Di certo imbarazzante per una squadra che, dieci anni fa, alzava la sua ultima Champions.
Nel prossimo articolo parleremo dei giocatori delle squadre di prima fascia.
Federico Norberto Quagliuolo

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