Inghilterra – seconda parte

I grandi acquisti
Il podio è tutto occupato dal Manchester City, notizia che, ormai, non meraviglia nemmeno più. Gli acquisti sono però davvero clamorosi: 75 milioni per il giovanissimo Kevin De Bruyne, 63 per Sterling e 45 per il buon Nicolas Otamendi: numeri assolutamente ingiustificati per le prestazioni di ottimi calciatori. Il primo a deludere, però, è proprio l’acerbo De Bruyne: 80 milioni sono davvero tanti e, fino ad ora, si sono solo intraviste le prodezze che hanno trascinato il suo Wolfsburg in alte posizioni europee: 5 gol ed 8 assist in solo 19 presenze sono un bottino assai magro per chi, come tutti i calciatori che sono passati per il City, sono oscurati dalla stella del fuoriclasse Aguero.
Discorso non differente per Sterling, che, con 5 gol e due assist, non ha di certo brillato: il suo gioco oscuro ed il sacrificarsi per la squadra, però, l’hanno reso comunque un elemento importantissimo per l’economia di gioco.
Ultimo è Otamendi: 45 milioni per un difensore sono una cifra che raramente si è vista negli ultimi decenni: complici i valori pazzi di questa estate (con i famosi 35 milioni per Romagnoli del Milan!), il calciatore ha fatto le fortune del Valencia, ripagando però sempre con prestazioni ottime, dando certezze ad una difesa storicamente assai ballerina.
C’è però un dato che fa riflettere: dall’anno prossimo sulla panchina del City sederà il maestro Guardiola: che stia per arrivare un periodo di trofei?
Benteke e Firmino
Il Liverpool non è di certo famoso per gli acquisti oculati, ma stavolta ha trovato due uomini che non hanno affatto tradito i soldi spesi, nonostante siano davvero tanti: 50 milioni per Benteke e 41 per Firmino, una cifra tanto alta che ha provato a ringiovanire l’attacco dei Reds, che adesso ha in Sturridge (26 anni!) l’uomo più “vecchio”, lasciando però scoperto il centrocampo difensivo, punto debolissimo della squadra guidata da Klopp. Il Liverpool può raggiungere l’Europa, complici anche le stagioni disastrose delle ben più ricche rivali.
Schneiderlin, Depay, Martial e Darmian
L’abbiamo già detto: il Manchester United è un mistero. Anche quest’anno una pioggia di milioni per un mercato quasi fallimentare, che non ha rivoluzionato una squadra fatta di tanti reparti forti, ma mal collegati fra loro. Adesso è quinto in campionato più per demerito della concorrenza che per meriti propri: basti pensare all’assurda e paradossale sconfitta con il Midtjylland. Anthony Martial, pagato quanto Cavani, non ha convinto Van Gaal, che lo schiera per lo più per mancanza di alternative: è anche vero che l’età giovanissima lo rendono uno dei prospetti più interessanti del futuro. Vent’anni sono davvero pochi per giudicare un calciatore che, comunque, a suon di gol mantiene a galla lo United, assistito sempre però dall’immortale Rooney, vera anima del Manchester. Schneiderlin e Depay, invece, sono altri acquisti ancora da valutare, ma che costituiranno sicuramente l’ossatura del Manchester del futuro. Menzione d’onore va fatta al buon Matteo Darmian, strappato alla concorrenza agguerrita del Napoli e della Juventus, che hanno trovato in Hisaj ed Alex Sandro delle alternative non meno importanti: pagato 20 milioni, è già diventato idolo dei Red Devils.
Pedro e Baba
Il Chelsea è da psicanalisi. Campione in carica, ha speso quasi 400 milioni negli ultimi 3 anni di mercato e quest’anno, come è giusto che sia, ha condotto un calciomercato equilibrato, con 90 milioni di cessioni e 94 di acquisti e si è ritrovato con una Premier buttata ed una Champions League dignitosa.
D’altronde, con una squadra che si ritrova campionissimi come Hazard, Fabregas, Diego Costa e simili, davvero era necessario fare innesti mirati.
Per togliere Pedro, la bandiera del Barcellona, sono serviti ben 30 milioni e la stella ha povato a ripagare con prestazioni all’altezza, non riuscendo di certo ad equilibrare le imbarcate di gol che ha preso la confusa squadra dei blues. Differente è il discorso per Baba: pagato 20 milioni, quasi spiccioli per Abramovich, ha giocato poco più di 10 partite, per giunta neanche tutte da titolare. Pochissimo. Eppure non ha affatto figurato male nella partita contro il PSG persa per 2-1.
Mitrovic, Wijnaldum, Thauvin, Shelvey, Doumbia
Nessun acquisto figura nella top ten della Premier League, ma è la spesa complessiva ad essere ingente: quasi 80 milioni investiti per il Newcastle, una squadra da retrocessione, che ha chiuso un mercato con una netta perdita in bilancio. Insomma: le classiche ed incredibili contraddizioni del mondo inglese.
Federico Norberto Quagliuolo

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