Notte da lupi

Una settimana di annunci, statistiche, pronostici e fiumi di numeri, scontri verbali, sfottò e confronti. Juventus-Napoli, la partitissima, è finalmente giunta e, in soli novanta minuti, sono stati cancellati ben sette giorni di attesa, ansie, pensieri e parole.
Un risultato sofferto
Sono serviti ottantotto minuti di studio, passaggi, tentativi. Come due lupi che si studiano lentamente prima di azzannarsi, sono passati ottanta minuti con giocatori bloccati, fermi, tattici. Ognuno pronto a saltare sul collo dell’avversario per afferrarlo alla prima distrazione. La Juventus, infatti, si è presentata tutt’altro che spavalda alla sfida decisiva, schierando un prudente 4-4-2, frutto anche delle assenze in difesa, contando sull’esperienza di Evra preferito all’esplosivo Alex Sandro; il Napoli, invece, non ha cambiato le carte in tavola, schierando la migliore formazione possibile con il suo collaudato 4-3-3.
C’è da sottolineare che, prima volta nella storia dello Stadium, la Juventus ha giocato in modo assai attendista, con rispetto verso gli avversari: questo ha testimoniato la bontà del lavoro di Sarri che ha condotto un Napoli compatto e con il fare da grande squadra dinanzi ai vicecampioni d’Europa, cancellando la figura di agnello sacrificale che, storicamente, hanno fatto gli azzurri a Torino.
Basti pensare che le statistiche della partita contano 5 tiri complessivi in porta divisi fra le due squadre, di cui solo uno finito in rete.
Il coniglio dal cilindro
Così Buffon a fine partita ha chiamato la magia improvvisa dell’uomo inaspettato Zaza: un tiro da fuori dinanzi ad un Napoli che, dopo l’uscita del temutissimo Dybala, ha tirato un sospiro di sollievo. 1-0 e partita vinta all’ultimo respiro. Proprio lui, l’uomo che, se gli eventi avessero avuto un decorso ordinario, oggi avrebbe dovuto giocare con il West Ham. Invece no, nella recente sessione di gennaio la Juventus ha puntato i piedi per terra e, con forza, ha trattenuto il giocatore, promettendogli più spazio. Lo spazio è giunto all’ottantesimo minuto e, da gran professionista, Zaza ha risposto presente, complice un atteggiamento più rinunciatario del Napoli ed una sfortunata deviazione di Albiol.
Negli ultimi minuti di gioco, infatti, entrambe le squadre avevano ormai archiviato la partita: come in un tacito accordo fra gentiluomini, sembrava quasi che i ventidue giocatori aspettassero solo il fischio finale per trasformare la sfida-scudetto in una corsa. Ma, in una lotta fra lupi affamati, il primo che abbassa la guardia è spacciato.
Assenti giustificati
Tutti i mass media hanno celebrato le prodezze degli argentini che dominano le scene del campionato, Dybala ed Higuain: questa era la loro sfida, la serata in cui tutto il mondo calcistico, sulla televisione e sugli spalti, attendeva la giocata del campione che avrebbe risolto la partita.
Con Higuain la partita parte sempre 1-0 per il Napoli, ma Bonucci ha saputo segnare un immaginario 1-1 con un intervento prodigioso su un pallone praticamente già in rete; dall’altro lato Dybala è stato disinnescato da un prodigioso Koulibaly che non ha dato tregua nemmeno a Cuadrado, l’uomo più in forma dei bianconeri.
Tutto qui. Le stelle, gli uomini del match, si sono limitati ad un palleggio più o meno efficace, nel tentativo di scardinare le attentissime difese avversarie. Ed è stato proprio il saluto di Dybala a far tirare quel fatale sospiro di sollievo alla coppia Reina-Koulibaly.
E adesso?
Con gli scontri diretti in perfetta parità (secondo le regole del campionato, infatti, non valgono i gol in trasferta!), in caso di parità di punti si calcolerebbe la differenza reti. Il calendario della Juventus è sicuramente più facile sulla carta in quanto presenta sfide difficili come Firenze ed Inter fuori casa, mentre il Napoli ha diverse insidie rappresentate dalle stesse Inter e Fiorentina, ma, soprattutto, la più difficile è rappresentata dalla temibile Roma.
La verità emersa dallo Stadium è che Napoli e Juve meritano di essere lì dove sono, esprimendo un calcio di altissimo livello, con giocatori forti e decisi.
La sfida scudetto non è però affatto chiusa: il Napoli-Juventus dei prossimi due mesi sarà una corsa tattica che premierà la squadra più costante, capace di evitare i possibili e fatali scivoloni che, da oggi in poi, saranno irrecuperabili.
Federico Norberto Quagliuolo

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Categorie:Cafè Trotter

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