Il filo magico

Nonostante una buona prestazione con la quale ha sopperito a due espulsioni, l’Atletico di Madrid non è riuscito ad arginare un Barcellona che sembra non avere punti di debolezza. Sembra appunto. Il match ha detto che il Barcellona palesa, in alcuni frangenti della partita, difficoltà nella fase difensiva, dovute ad un atteggiamento sempre finalizzato al bel gioco, al possesso palla (al triplice fischio finale sarà un 71%) ma soprattutto ad un continuo gioco di attacco con il quale il popolo catalano appaga la propria sete di calcio. Nell’occasione del goal di Koke, inadeguata la fase difensiva dei padroni di casa: Mascherano fuori posizione sul cross dalla destra, Pique e Dani Alves che hanno chiuso la diagonale in maniera troppo stretta, guardando solo il pallone senza preoccuparsi dei giocatori avversari. Subita la rete e dopo una prima parte di gara in cui l’Atletico ha giocato in maniera quadrata con un centrocampo folto e un difesa che non ha fatto passare neanche un leggero soffio di vento, il Barcellona ha deciso di giocare e vincere. Grazie al suo tridente di attacco che sembra non avere eguali in tutto il globo, ha capovolto il risultato con le reti di Messi e Suarez. Purtroppo l’espulsione di Filipe Luis, prima dell’intervallo, ha rovinato i piani di Simeone e dei suoi ragazzi che non si sono abbattuti. Hanno messo in campo ordine e dinamismo senza però riuscire a trovare il pareggio. Un dato statistico (fonte LigaBBVA.com) incoraggiante è quello dei tiri effettuati. Il Barcellona ha scagliato la palla verso la porta avversaria in dieci occasioni delle quali solo quattro nello specchio. L’Atletico ha tirato, dalle parti di Bravo, con la stessa frequenza ma gli sono bastate solo sette conclusioni. La differenza l’hanno fatta, come al solito, quei tre giocatori di attacco. Oltre alle indiscusse dote tecniche di valore assoluto, Messi, Neymar e Suarez hanno ancora una volta dimostrato come esistano vari livelli di football. Non sono tre semplici pezzi di un puzzle che si incastrano alla perfezione. Sono tre rappresentanti del calcio moderno che, insieme ma soprattutto con estrema semplicità, fanno sembrare facile quello che a quasi tutti non verrebbe neanche di immaginare. In novanta minuti si compensano, a volte di neutralizzano a favore dell’altro o semplicemente si completano. Sembrano legati da un filo immaginario che si muove per il campo, tratteggiando quelle emozioni delle quali non possono fare a meno né loro stessi né il popolo del Camp Nou.
Antonio Federico Miniaci

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Categorie:Cafè Trotter

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