Spagna

Le lancette del tempo corrono ed ormai sta per concludersi l’ultima settimana di mercato: come si presenta la Spagna al giro di boa?
Le grandi squadre
Real Madrid, Barcellona ed Atletico Madrid si contendono il campionato, come di consueto: dopo un avvio faticoso, il Real sembra aver trovato un po’ di serenità con Zidane, anche se la squadra alterna prestazioni brillanti a gravi capitomboli; il Barcellona mantiene una invidiabile costanza, ma sta pagando il ricambio generazionale dovuto alla fine delle carriere di Xavi e dell’inesauribile Iniesta. Discorso differente per l’Atletico che, invece, ha trovato un rinnovamento senza perdere mai la filosofia vincente che Diego Simeone ha saputo insegnare ai suoi calciatori. Una corazzata che quest’anno ha quasi sostituito il Real nel suo storico antagonismo con il Barcellona.
Jackson Martinez e Savic
L’Atletico di Madrid, dopo aver perso tutta la sua storica spina dorsale, ha dovuto completamente rinnovarsi centrando l’acquisto più costoso della Liga: Jackson Martinez dalla carissima bottega del Porto, pagato ben 35 milioni.
Sembrano sciocchezze rispetto alle centinaia di milioni spese negli anni scorsi dal Real Madrid, ma, per la prima volta nella sua storia di “compra e rivendi attaccanti”, l’Atletico si è trovato ad investire una cifra non indifferente per un grande centravanti.
Come tradizione, infatti, l’Atletico ha sempre visto crescere grandissimi nomi presi a poco prezzo come Fernando Torres, Aguero, Diego Costa e, per ultimo, Mandzukic, per poi rivenderli a carissimo costo.
Il rendimento di Martinez, però, è stato ben al di sotto delle aspettative: soli tre gol in ventidue presenze. Pochissimi, se si pensa che, invece, ad esplodere è stato il galattico Antoine Griezmann,  con i suoi 18 gol in 29 presenze ed un valore di mercato che si attesta sui 50 milioni. Per strapparlo all’Atletico non ne basterebbero 80.Come se non bastasse, i 24 anni dell’attaccante lo rendono un giovane di prospettive eccellenti anche per il futuro. Discorso simile per Stefan Savic: non sarebbe stato facile sostituire l’esperto Miranda e, in effetti, il compito è stato poco agevole: sole 13 presenze in 30 partite non lo rendono un giocatore attraente: titolare solo in Copa del Rey, sono un po’ ingiustificati i 20 milioni spesi per lui. Nonostante delle spese eccessive per i due giocatori dal relativo impatto, l’Atletico si conferma comunque una delle squadre più compatte, quadrate, ostiche da affrontare. Insomma, i milioni spesi sono tanti, ma il rendimento complessivo è sempre elevato.
Danilo e Kovacic
Influenzati dall’andamento altalenante del Real, sia Danilo sia Kovacic hanno mostrato tratti di bel calcio, con pochi momenti davvero esaltanti. Proprio Kovacic è stato uno dei più beccati dall’esigentissima tifoseria madrilena: dopo aver mostrato grandi colpi di talento con la maglia dell’Inter, in Spagna si è dimostrato poco pronto per lo spettacolare calcio dei blancos: il primo gol in Champions League ha consolato poco i 900 minuti giocati in 21 partite, pochissimo (certo, è anche vero che, quando hai davanti mostri come Ronaldo e compagni, vedere il campo al posto loro è quasi una fortuna!)
Danilo, anche lui pagato ben trenta milioni, ha invece fatto una figura migliore, in modo assai simile al suo “collega” Aleix Vidal del Barcellona: nella difesa madrilena ha imparato ad alternarsi benissimo con Carvajal e l’esperto Arbeloa.
Arda Turan e Vidal
L’Atletico è una corazzata, ma il Barcellona, con due innesti mirati ed un mercato finito quasi in pareggio fra spese e guadagni, non è da meno: due giocatori importanti hanno garantito a Luis Enrique quel poco che basta per mantenere sempre altissimo il ritmo dei giri. Come raramente capita in Spagna, il Barcellona è stato protagonista di un mercato oculato ed attento, con Arda Turan che ha preso in mano il centrocampo catalano affiancandosi ad Iniesta e Busquets, non demeritando affatto. Il Barcellona non sarà più quello delle meraviglie dei canterani di Guardiola, ma con un attacco stellare come quello che si ritrova, è davvero difficile far male. Peccato però per la filosofia del Barcellona che, lentamente, è stata tradita negli ultimi mercati: Guardiola vinse la Champions con una squadra titolare composta per 9\11 da giocatori della ex-primavera. Vedere una squadra composta per lo più da giocatori “stranieri”, adesso, fa davvero strano. Discorso identico per Aleix Vidal, che ha occupato stabilmente la fascia destra, garantendo continuità e spinta alla manovra catalana.
Negredo, Rodrigo e Abdennour
A sorpresa merita una menzione il Valencia fra le grandi del calciomercato, nonostante la squadra non navighi in buone acque: la squadra dell’omonima Comunità, infatti, si è resa protagonista di un ricchissimo mercato che ha visto il ritorno di Negredo in squadra, dopo una pessima parentesi al Manchester City: per i soli tre nomi citati, infatti, si parla di circa cento milioni di euro spesi, nella speranza di riportarla in Champions. Il ritorno al Valencia di Negredo, però, non è stato esaltante: otto gol in 21 partite sono numeri da buon giocatore non decisivo. L’alternarsi con Paco Alcacer, però, sta portando buoni frutti, mantenendo il Valencia a galla a suon di pareggi, con un gioco tutt’altro che esaltante. Per Rodrigo, il discorso non è molto diverso: si è presentato al Valencia come cugino di Thiago del Bayern Monaco e di Rafinha del Barcellona. Un quadro familiare di tutto rispetto, unito ad un assegno di ben trenta milioni di euro staccato al Benfica.
Anche qui il rendimento è stato abbastanza deludente: da un’ala sinistra non bisognava aspettarsi molti gol, ma almeno un rendimento. Forse sarebbe stato più accorto acquistare un triste Lavezzi, che in estate avrebbe ben gradito nuove avventure spagnole? Ultimo è Abdennour: trenta milioni spesi per un giocatore che ne vale dieci. Già questo la dice lunga sul costo del giocatore che, fra infortuni e simili, anche lui è finito fra le cronache dell’estate dei difensori super pagati, dopo l’italiano Romagnoli. Si tratta di un talento molto sfortunato.
Federico Norberto Quagliuolo

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