Cambia l’allenatore ma non il risultato

Ci risiamo. Nonostante Mourinho non ci sia più, il Chelsea ha battuto (0-1), per l’ennesima volta, l’Arsenal e Wenger che prima di questo match, nei precedenti otto incontri, hanno ottenuto solo tre pareggi senza mai vincere.
Il match odierno dell’Emirates ha palesato, come spesso è accaduto negli ultimi anni, l’incapacità dell’Arsenal di essere un fattore importante negli scontri diretti che, in caso di vittoria, possono essere importanti per acquisire consapevolezza nei propri mezzi.
Purtroppo Giroud e compagni anche questo pomeriggio hanno confermato alcuni limiti che sembrano impossibili da eliminare.
Uno su tutti, una fase difensiva suscettibile di miglioramento. A parte Coquelin, la cui assenza si è fatta sentire anche oggi, gli errori dei due centrali difensivi hanno agevolato il Chelsea. Al minuto diciotto Mertesacker, giocatore poco incline al dinamismo, è stato umiliato da Diego Costa che, nonostante una posizione di partenza sfavorevole, ha recuperato metri al difensore, prodigatosi in maniera commovente in un duello impari, conclusosi con un fallo da ultimo uomo costato l’espulsione. In occasione della rete valsa la vittoria, lo stesso attaccante della nazionale spagnolo ha sfruttato una posizione errata di Koscienly e Gabriel (subentrato per sostituire Mertesacker), apparsi incomprensibilmente disorientati. Un altro episodio che ha orientato la partita è stato l’avvicendamento di Giroud con Gabriel, necessario per sopperire all’espulsione ma dannoso vista la perdita di un vero punto di riferimento davanti che, in inferiorità numerica, quando salta ogni schema, è essenziale per far salire la squadra. Lo stratega alsaziano ha invece optato per la velocità di Walcott, situazione proposta dal primo minuto in diverse partite, ma i suoi intenti non hanno portato i frutti sperati. Con una difesa muscolare e ben piazzata, i giocatori dell’Arsenal hanno scelto un gioco da un lato all’altro, cercando penetrazioni laterali prive di però di finalizzazione. A livello statistico un dato certamente esemplificativo è quello dei tiri effettuati (fonte Transfmarket). L’Arsenal ha tirato solo in cinque occasioni, prendendo lo specchio della porta una sola volta. Il Chelsea invece ha prodotto di più, otto le conclusioni, quasi tutte dalle parti di Cech (6). Come un pezzo teatrale andato in scena molteplici volte, il finale del match è stato sempre lo stesso: il Chelsea ha vinto, i tifosi blues hanno gioito e Wenger ha scosso la testa incredulo. Oggi pomeriggio però è mancato un attore principale che, evidentemente, non può essere stato la causa dell’ennesimo fiasco bianco-rosso.
Antonio Federico Miniaci

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Categorie:Cafè Trotter

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