Calcio e poesia

Per la Roma e i suoi tifosi sono stati giorni in cui l’esaltazione e la speranza hanno preso il sopravvento. Mandato via Garcia è ritornato Spalletti, l’allenatore che negli ultimi anni ha fatto vedere un calcio esteticamente superiore. Tutti i i tifosi giallorossi, al momento di recarsi oggi pomeriggio allo stadio Olimpico, avranno avuto nella loro testa pensieri dolci che correvano veloci verso un passato recente che in pochi hanno dimenticato. Quando si cambia un allenatore tutto è nuovo, tutto sembra bello: il vecchio allenatore, nonostante la stima e l’affetto, è  subito un ricordo mentre il nuovo è l’epicentro di una nuova vita sportiva, colui al quale tutti chiedono di fare di più del possibile per vincere. Oggi l’allenatore di Certaldo ha iniziato a scrivere un nuovo poema romanista, arte che ha reso celebre il suo concittadino Boccaccio, ma il primo capitolo non è stato dei più esaltanti. E’ stata una partita vissuta intensamente ma con diverse cose da registrare ed altre da migliorare. E’ stata la prima partita ed è normale che l’esito non sia stato completamente perfetto. A livello tattico Spalletti si è affidato al consueto 4-2-3-1 con Pjanic e De Rossi mediani davanti alla difesa e Nainggolan incursore dietro la prima punta, nel ruolo che consacrò Perrotta un centrocampista universale. Sulle fasce Florenzi e Salah, come di consueto, sono stati schierati sulla fascia opposta al loro piede preferito. Con tale soluzione i due esterni hanno tentato il gioco a rientrare per consentire la sovrapposizione dei terzini (Digne con più continuità). Questo sistema di gioco è durato solo una decina di minuti prima  di cambiarlo con il 3-5-2: Torosidis, Manolas e Castan in difesa, Digne alzato di qualche metro e Salah in avanti a far coppia con Dzeko. Nella seconda frazione di gioco è ritornato all’impostazione iniziale ma alla fine non ha portato i risultati sperati.
Le note negative sono state Castan, in chiara difficoltà soprattutto nell’uno contro uno ma a parziale discolpa c’è sempre da ricordare che il giocatore brasiliano non ha ancora avuto il minutaggio necessario per recuperare il ritmo partita. L’altro interprete che non è stato per nulla performante è Salah, giocatore unico per la sua capacità di puntare l’uomo per creare superiorità numerica. Sulla fascia destra è sembrato disorientato e poco incisivo. Le sue qualità tecniche non sono in discussione, forse il meglio di se lo può dare al centro dove è bravo a dialogare con la punta ed inserirsi o sull’out mancino dove molto spesso raggiunge la linea del fondo con facilità. Da rivedere anche Dzeko. Anche oggi il bosniaco ci ha messo tanta buona volontà, si è fatto vedere dai compagni, ha scelto sempre la posizione giusta per battere a rete. Purtroppo le sue conclusioni non sono state all’altezza del suo nome. Le note positive invece hanno la forma dei guantoni di Szczesny, la sostanza di Manolas, sempre una garanzia, ed il moto perpetuo di Florenzi che anche oggi si è esibito in tre posizioni diverse, finendo il match da terzino destro. Il primo capitolo è quindi andato, ma forse i tifosi romanisti non lo considerano il più importante a differenza di quelli che verranno, finale compreso. Lo scrittore più amato è ritornato, insieme a quella fiducia che si era smarrita strada facendo. A lui non resta che narrare un’altra storia giallorossa nella speranza che questa volta l’epilogo sia diverso ma soprattutto vincente.
Antonio Federico Miniaci

Annunci


Categorie:Analysis & Tactics

Tag:, ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: