La bellezza oltre il risultato

Grazie a Ronaldo e Vazquez e qualche decisione arbitrale a favore del Madrid (vedi rigori), Benitez riesce ad attraccare in un porto sicuro dopo essere stato in balia dei fischi dei propri tifosi che, opinione comune, sono costantemente difficili da soddisfare. Solitamente la vittoria, alla fine, è la cura ad ogni tormento (sportivo). Non per coloro che siedono nella più imponente cattedrale laica d’Europa. I supporter delle merengue infatti, non concepiscono solo i tre punti. Sarà perché abituati troppo bene, nel corso degli anni, ma hanno l’esigenza di abbinare al risultato una prova esteticamente ammaliante con la quale oscurare, in ogni frangente, l’avversario di turno.  Purtroppo, contro la Real Sociedad, tale binomio non si è concretizzato ed i tifosi presenti non hanno avuto alcuna remora nel manifestare il loro disappunto. L’allenatore di casa ha schierato il suo 4-3-3 con un centrocampo a triangolo: vertice basso davanti alla difesa Kroos e qualche metro più avanti le due mezzali James e Modric. Il colombiano è sembrato prigioniero di un ruolo non suo, soprattutto in fase difensiva, il croato invece ha supportato Kroos cercando di accendere una luce che è sembrata andare ad intermittenza. Anche il tedesco non ha brillato, complice una posizione troppo arretrata che non gli ha consentito di essere performante. Non ha mai cambiato ritmo né creato gioco o soluzioni interessanti per cercare di sorprendere un avversario ben posizionato.  A risolvere la situazione ci ha pensato il solito Cristiano Ronaldo che ha segnato sia l’1-0 su rigore, dopo averne sbagliato un altro in precedenza, sia il 2-1 con il quale ha rotto un sostanziale equilibrio ottenuto con la rete ospite di Bruma. La Real Sociedad invece ha dimostrato coraggio ma i due infortuni (Agirretxe e Canales), capitati nel primo tempo, hanno parzialmente stravolto i progetti di Eusebio. Nonostante ciò hanno raggiunto il pareggio, mantenuto vivo fino al settantesimo prima di arrendersi al secondo goal di Ronaldo sul quale il Real ha costruito la vittoria finale. Purtroppo però questo successo non può cancellare una prova globale andata avanti solo a strappi, grazie all’intuito e alla classe dei giocatori migliori, invece di essere supportata da un impianto tattico che coinvolga tutti gli effettivi in campo. Sono scelte sulle quali si può discutere ore ed ore ma finché si raggiungono i tre punti la ragione è di chi vince. Non sempre. Provate a chiedere dalle parti del Santiago Bernabeu.
Antonio Federico Miniaci

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Categorie:Analysis & Tactics

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