Come on Gary

Notte di fiesta al Mestalla di Valencia, dove i padroni di casa iniziano il nuovo corso targato Gary Neville con un pareggio (1-1), ottenuto in rimonta contro la capolista Barcellona. Un punto che per i tifosi ha il sapore della vittoria. Un punto ottenuto al cospetto della formazione (attualmente) più forte del mondo, nonostante alcune defezioni tra cui Feghouli e Negredo. Fin dal primo minuto, l’impostazione tattica è chiara e lineare: un 4-3-3 che in fase di ripiegamento si trasforma in un 4-5-1. L’obiettivo è di creare densità in mezzo al campo, sia centralmente sia sulle fasce per arginare le costanti avanzate di Dani Alves e Jordi Alba. La linea a quattro delle difesa è molto alta e nonostante abbia davanti a se un tridente per il quale sono finiti gli aggettivi, gioca a viso aperto assumendosi il rischio di incappare in brutte figure che nel calcio equivale a dire prendere goal. Il cardine del gioco valenciano è Parejo, centrocampista che garantisce geometrie, equilibrio e lanci lunghi. Vicino a lui, a completamento del triangolo centrale, i due intermedi – Perez e Danilo – che si inseriscono con i tempi giusti e, all’occorrenza, dialogano con gli esterni. Sulla sinistra agisce Santi Mina, autore del pareggio, mentre sul lato opposto De Paul. In avanti come unica punta Paco Alcacer. A dispetto di un fisico brevilineo, l’attaccante di casa è l’unico punto di riferimento in avanti e, giocando quasi sempre spalle alla porta, smista palloni in continuazione. Nei novanta minuti il Valencia palesa una buona organizzazione difensiva mentre le difficoltà maggiori si riscontrano in fase di costruzione. I tre tiri nello specchio della porta (dati marca.com) dimostrano quanto sia necessaria la presenza di un giocatore offensivo di qualità che trasformi il lavoro del centrocampo in assist per i giocatori di attacco. La scelta di Gary Neville può essere ritenuta un azzardo o semplicemente un sfida; ma se uno dei figliocci di Ferguson si calerà subito nella nuova realtà, sfruttando la sua esperienza maturata da giocatore dello Utd, è possibile che il Mestalla torni ad essere uno degli stadi più caldi d’Europa.
Antonio Federico Miniaci

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