Atto VIII – Il Tamigi racconta

Se il Tamigi potesse parlare, sarebbe il più accurato e affascinante narratore delle vicende londinesi: nessuno meglio di lui saprebbe raccontarci le vite di coloro che hanno posato lo sguardo sulle sue acque, storie consegnate più alla sua memoria che alla storia. Le sue fattezze eterne e continuamente cangianti sono state pennellate da Canaletto, Monet, Turner, così come sono state scritte e raffigurate le fiere cittadine organizzate sulle sue acque ghiacciate o il “grande fetore” che nel 1858 le sue putride acque diffusero per le circostanti vie di Londra. Nessuno meglio del Tamigi saprebbe descriverci il quotidiano fluire della vita di Fulham, quartiere tra i più estetici di Londra, impreziosito da palazzi classicheggianti, parchi verdi e costeggiante a sud con il fiume. Allo stesso modo nessuno meglio del Tamigi potrebbe parlarci del Craven Cottage, stadio che adagia una delle sue quattro tribune sul fianco del corso d’acqua, e che da quasi 120 anni accoglie il Fulham FC tra i suoi spalti.

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Storia di un cottage
Dove ora si erge lo stadio, vi era in passato un cottage immerso in una verdeggiante foresta dove tre secoli avanti la regina Anna Bolena era solita recarsi a caccia: il cottage apparteneva al barone William Craven, ed è chiaro così qual è il filo rosso che ci porta all’origine del nome della storica arena. Nel 1888 un incendio convertì in cenere il casolare e nel 1896 la cenere lasciò il posto al Craven Cottage, minuta costruzione che nonostante le sfide presentatesi nei decenni ha sempre mantenuto la struttura con cui è stato pensato fin dall’inizio. Delle quattro tribune, il Riverside Stand è quello che affaccia sul fiume, mentre sul fianco nord il terreno di gioco è delimitato dall’Hammersmith Stand, dove la distesa di sedie nere è interrotta da alcune sedie bianche che compongono la scritta “Fulham”; durante le partite, questa tribuna si riempie degli animi più caldi. La terza tribuna è il Putney Stand, che oltre ad ospitare i tifosi ospiti è celebre per accogliere i tifosi neutrali: grazie ad una licenza ottenuta dalla FA nel 2004, le sedie di questa tribuna possono essere occupate da tifosi che portano magliette di squadre diverse da quelle sul terreno di gioco, caratteristica pressoché unica tanto in Premiere League quanto nel mondo. A molti piace identificare la Putney Stand come una “piccola Svizzera”. Se invece volessimo conoscere come gli inglesi intendono e concepiscono il calcio, il nostro sguardo non potrebbe che posarsi sulla Johnny Haynes Stand, scrigno dove il Fulham ha riposto la sua memoria e la sua storia. Salvo qualche ammodernamento, oggi la struttura si presenta come nel 1905, e rientrando nel patrimonio storico inglese è garantita da una piena tutela contro ogni abbattimento e contro ogni conversione che sconvolgerebbe le fattezze storiche della costruzione. Sugli spalti,in omaggio alla storia, ci sono numerosi sedili in legno risalenti ai tempi sorpassati. Sul lato della strada, la tribuna è rivestita da mattoni rossi a da un susseguirsi ordinato di finestre; sono inoltre presenti degli ornamenti in muratura bianca che raffigurano il logo della società. Davanti la tribuna, ad accogliere i tifosi, c’è la statua bronzea di Johnny Haynes, sguardo severo e palla salda sotto i tacchetti, leggenda calcistica del Fulham e della rappresentativa inglese. In questo giocatore Pelè individua il miglior esecutore di passaggi che il calcio abbia mai visto e di questo ne possono essere ben fieri i supporters del Fulham, perché Johnny aveva dichiarato amore eterno a quei colori, e lo testimoniano le 657 presenze e i 157 goal segnati con l’unica maglia che ha indossato. Dotato di un ingegno tattico unico, Johnny era un vero leader, duro tanto con sé quanto con gli altri: sono celebri gli sguardi di ghiaccio che confidava ai suoi compagni quando non leggevano il suo gioco e i suoi passaggi in grado di prendere contro tempo qualsiasi difesa avversaria. Dopo aver risposto gli scarpini in una scatola destinata alla cantina, Johnny è andato con la moglie ad Edimburgo a gestire un’attività di lavaggio a secco. Da quel momento, il Tamigi non seppe più niente di lui salvo nel 2005, quando a seguito della sua morte la tribuna del Craven Cottage si impossessò del suo nome.
Matteo Fortuzzi

Johnny Haynes Statue

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Categorie:Stadi

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