Chelsea, zeru punti

Colui che si è definito “normale” batte a domicilio, con un secco 3-1, quello che, nel corso degli anni, è stato sempre considerato “speciale”. L’uomo nuovo del calcio inglese, dalla risata coinvolgente e genuina, batte l’avversario più “mediatico” che ci può essere. Il pomeriggio del portoghese è un continuo alzarsi, camminare e sedersi. Sguardo corrucciato ma sempre fiero. Continuamente rivolto in direzione del terreno di gioco dove si materializza, minuto dopo minuto, l’ennesima sconfitta. C’è anche spazio per i sorrisi beffardi nei confronti dell’arbitro e delle sue decisioni che non sembrano essere di suo gradimento. Una partita nella partita.
Sul rettangolo di gioco le formazioni ed i sistemi di gioco sono scontati o quasi. La novità più importante è la presenza di Firmino in luogo di Benteke che si accomoda in panchina. L’inizio sembra essere una liberazione per i tifosi di Stamford Bridge che dopo solo tre minuti esultano al goal di Ramires, segnato soprattutto per la gentile collaborazione di Moreno che, in piena area di rigore, marca con la mobilità di un giocatore ancora negli spogliatoi. La rete del vantaggio sembra stimolare i blues ma è solo una illusione. Il loro gioco conservativo e perennemente di rimessa consente al Liverpool di rimettere fuori il capo. Mikel e Ramires proteggono la difesa e contengono le avanzate dei trequartisti Lallana e Coutinho. In diversi momenti della partita i due mediani si schierano in verticale: uno opera da terzo centrale avanzato mentre l’altro, qualche metro più avanti, sporca le traiettorie avversarie.
Apparentemente la scelta di Firmino sembra misteriosa ma con il trascorrere dei minuti le nubi si diradano con la stessa velocità con quale il brasiliano cerca di ondeggiare tra i difensori centrali, certamente prestanti ma lenti. Tale approccio non porta alcun effetto fino a prima dell’intervallo quando il brasiliano, elude la marcatura ed alleggerisce per Coutinho che di sinistro trova l’angolo vincente. Anche in questo frangente c’è lo zampino di un avversario (Oscar) che, immobile appena fuori dall’area, non ha la prontezza per contrapporsi al connazionale. Il Liverpool approccia in maniera diversa, più strutturata, cercando geometrie palla a terra ma l’assenza di un vero play-maker si fa sentire. I due mediani Emre-Can e Lucas hanno più caratteristiche di rottura che di impostazione ma proprio grazie al ripiegamento di quest’ultimo che nasce l’azione del pareggio. Nella seconda parte di gara né il Chelsea né il Liverpool sembrano voler vincere un match ancora in bilico. A cambiare il corso della partita ci pensa Klopp che richiama a se Milner per Benteke. Il giocatore belga tramuta un lancio dalle retrovie in un assist centrale a beneficio di Coutinho che non sbaglia la rete del ko. A mettere del sigillo definitivo lo stesso Benteke a dieci minuti dalla fine. Al triplice fischio finale una infinita serie di emozioni contrastanti: la prima vittoria in Premier League di Klopp, parte delle gradinate lasciate vuote in anticipo dai sostenitori di casa, i cori dei tifosi reds che si innalzano nel cielo di Londra dove si specchia uno dei tanti striscioni dei blues: <<Jose Mourinho, simply the best>>. E’ e sarà ancora il migliore ?
Antonio Federico Miniaci

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Categorie:Analysis & Tactics

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