Klopp se la ride

Buona la prima. Nelle scorse settimane c’è stata molta attesa per l’esordio di Klopp sulla panchina del Liverpool e le aspettative non sono state tradite. Nel nord di Londra, al White Hart Lane, la formazione in maglia rossa pareggiato 0-0 contro i padroni di casa del Tottenham. La prima sorpresa è stata la scelta tattica del tedesco che ha abbandonato il 4-2-3-1 per un centrocampo a tre con due trequartisti alle spalle dell’unica punta Origi, schierato in luogo degli infortunati Sturridge e Benteke. La mediana è stata composta da Lucas Leiva, utilizzato davanti alla difesa per seguire le tracce di Eriksen, e dalla coppia Milner e Emre Can. Il valore aggiunto di questo terzetto è stato proprio il contributo del centrocampista inglese. Moto perpetuo, abnegazione e senso tattico sono alcune delle doti con le quali riesce ad essere un fattore determinante nonostante cambi ruolo in maniera reiterata, a secondo delle esigenze della squadra. In avanti Coutinho e Lallana si sono piazzati tra le linee per ricevere lo scarico dai centrocampisti ma non solo. Accentrandosi con continuità hanno allargato il campo per favorire gli inserimenti dalle retrovie. Seguendo questo spartito il Liverpool ha offerto una prova convincente per i primi venticinque minuti, durante i quali, grazie anche ad una difesa alta ed un pressing costante, ha chiuso le linee di passaggio degli avversari.
Successivamente gli spurs sono venuti fuori con continuità e hanno messo in difficoltà la difesa reds che non è capitolata grazie ad almeno un paio di interventi, importanti come un goal segnato, di Mignolet. Anche nella seconda frazione di gioco il Liverpool non ha demeritato anzi. Ha cercato sempre la giocata, ha dimostrato di saper tenere il campo in entrambi le fasi ma l’assenza di alternative valide in panchina, per creare le condizioni di una vittoria, si è fatta sentire. Nonostante ciò il giudizio complessivo è stato sicuramente buono: la squadra ha giocato con personalità, non si è risparmiata, non ha avuto paura di fare la giocata, ha difeso con ordine – le uniche sbavature sono arrivate per colpa di errori dei singoli – ed ha proposto ritmo e geometrie che nel corso del tempo non potranno che migliorare. Il resto lo faranno i giocatori che rientreranno e allora, da quel momento in poi, tutti i tifosi del Liverpool non solo non lasceranno camminare da sola la propria formazione, ma avranno di che gioire. Grazie alle intuizioni di un manager capace e preparato ma non solo. Il merito sarà anche della sua risata spontanea che ha un qualcosa di profondamente contagioso.
Antonio Federico Miniaci

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Categorie:Analysis & Tactics

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