Filosofia Martinez

Se è vero che a Londra si giocano tanti derby di valore storico anche Liverpool non è da meno. Nella città del nord di Inghilterra si gioca quello della Merseyside, dal nome del fiume sulla cui riva troneggiano Anfield e Goodison Park, impianti divisi da poche centinaia di metri e dallo Stanley Park. Quello di oggi pomeriggio si è giocato in casa dell’Everton e, come consuetudine a quelle latitudini, non ha deluso. Certamente non rimarrà alla storia per il match più bello della stagione ma le componenti per una stracittadina ci sono state tutte: goal, errori, scontri di gioco e qualche incontro ravvicinato tra giocatori. Nel complesso la formazione del manager Martinez ha dimostrato di essere più squadra grazie ad un gioco fondato sul recupero della sfera da parte dei due mediani McCarthy e Barry, giocatore dotato di senso della posizione ed un lancio discreto a benficio di Lukaku. L’attaccante della nazionale belga, prototipo della punta in un 4-2-3-1, è il terminale offensivo per accorciare il campo verso la porta avversaria. Grazie al suo fisico ha giocato spalle alla porta per convertire i lanci dei centrocampisti in assist per i trequartisti che, solo a sprazzi, hanno dato dimostrazione di avere dei piedi educati. Il trio formato da Deulofeu, Barkley e Naismith ha peccato in continuità ma il fraseggio operato a ridosso dell’area avversaria, per creare gli spazi sulle corsie laterali, ha spesso messo in difficoltà la retroguardia a tre dei reds che non è stata adeguatamente supportata dagli esterni. Il Liverpool invece è andato più a strappi grazie alla dedizione di Milner, centrocampista a tutto campo che risulta essere sempre performante nonostante giochi in più ruoli, e a due parate salva risultato di Mignolet nei primi quarantacinque minuti. A deludere è stato soprattutto Coutinho che, come si dice in gergo, non l’ha mai vista. Sempre lontano dall’area e marcato a vista dai due mediani di casa, non ha potuto imprimere al match il suo ritmo. Le due reti, arrivate entrambe nel primo tempo, sono state agevolate da errori degli avversari. In occasione della rete di Ings (Liverpool), Barkley ha dimostrato di avere più confidenza con l’area avversaria che con quella propria: il suo salto fuori tempo ha consentito all’attaccante dei reds di battere a rete da pochi centimetri. Il goal del pareggio invece è arrivata grazie alla freddezza di Lukaku, abile nello sfruttare un rimpallo scaturito da un rinvio sbilenco di Emre Can.
Alla fine questo pareggio, che forse sta stretto all’Everton, ha dimostrato la qualità del lavoro di Roberto Martinez, allenatore spagnolo dalle idee chiare. La sua proposta è ben definita come la scelta dei giocatori, soprattutto quelli della fase offensiva. Anche la rosa è ben strutturata e la classica ciliegina sulla torta sarebbe l’individuazione di un centrocampista dai piedi raffinati che possa giocare accanto a McCarthy o Barry per conferire più opzioni al canovaccio tattico di un Everton già solido e talentuoso.
Antonio Federico Miniaci

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Categorie:Analysis & Tactics

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