Il Derby si infiamma alla fine

Manchester United contro Liverpool è stato sempre considerato il Derby d’Inghilterra. Sarà per la storia dei due club, la vicinanza delle città – meno di quaranta miglia separano Anfield dall’Old Trafford – o il numero di trofei vinti da entrambe le società, ma questo match ha rivestito sempre particolare interesse. Quello di oggi non rimarrà nella storia per il gioco espresso bensì per il gesto balistico di Benteke, con il quale ha accorciato le distanze a cinque minuti dalla fine (2-0 prima della sua prodezza) ed illuso il popolo del Liverpool che un minuto più tardi ha dovuto subire l’onta della prima rete di Martial, giocatore sulle cui spalle giace un macigno grande tanto quanto i quattrini spesi per lui, con la quale ha fissato il risultato sul 3-1.
Il match, come abbiamo detto, soprattutto nella prima frazione di gioco, è stato avaro di emozioni e, strano ma vero per un match di Premier League, di intensità. Van Gaal, per sostituire Rooney infortunato ha scelto a sopresa Fellaini. Il giocatore dalla folta capigliatura e dal passo felpato, non è apparso a suo agio nonostante sia stato sollecitato dai compagni. L’idea dell’allenatore è stata quella di schierare un giocatore che giocasse spalle alla porta per far salire la squadra a beneficio delle mezzepunte e dei due esterni, Shaw e Darmian, costantemente oltre la linea del centrocampo. Purtroppo la proposta tattica di Van Gaal non è risultata efficace perché il Liverpool, nonostante abbia giocato una partita al di sotto delle aspettative, si è dedicato alla sola fase difensiva. A spezzare un ritmo oggettivamente soporifero è stato, nel secondo tempo, Blind ed una disastrosa fase difensiva ospite che, schiacciandosi verso la propria porta, ha facilitato la conclusione dell’olandese.
Il rigore di Herrera, arrivato venti minuti più tardi, ha istillato nel cuore di ogni tifoso di casa, la convinzione di aver chiuso una partita giocata male che ha espresso i limiti di una formazione ancora non completamente forgiata.
Per il Liverpool invece è stato un netto passo indietro rispetto al match contro l’Arsenal. Il gioco ultra difensivo, la mancanza di un leader, la giornata no di Benteke e la completa assenza di spirito propositivo non possono essere causati solamente dall’assenza di Coutinho e Henderson.
Antonio Federico Miniaci

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Categorie:Analysis & Tactics

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