La storia del calcio italiano: Genoa

Ogni storia del calcio comincia con due tocchi al pallone, un paio di tiri in un campo di periferia e tanta curiosità per uno sport semplice e divertente. La storia del calcio italiano non comincia diversamente: il 7 settembre 1893 a Genova, precisamente in Via Palestro, si incontrarono undici inglesi dall’aspetto distinto e dalle estrazioni sociali più varie: oltre ad uomini più umili di cui si è persa la storia, c’erano il medico Spensley, l’armatore Fawcus, il commerciante Blake, il designer De Grave e, addirittura, il baronetto Charles Payton, diplomatico della Corona. Tutti ben vestiti e con l’aria sobria ed elegante tipica degli inglesi, l’intento di quello strano mucchio di signori era di registrare presso l’ambasciata inglese l’esistenza di un circolo sportivo già esistente in via non ufficiale da una decina di anni: il Genoa Cricket and Athletic Club. Genova, infatti, come ogni grande porto di mare di fine ‘800, ospitava una foltissima comunità inglese che, fedelissima alle proprie abitudini e tradizioni, cercava di esportare le proprie tradizioni in qualunque luogo si trovasse. Il problema però nacque subito: dove trovare avversari? E dove trovare un campo da calcio?
La prima partita
La prima partita di calcio di un club italiano fu giocata solo da giocatori inglesi, in un campetto di fango di una vecchia fabbrica di armi del quartiere Sampierdarena. Come in una setta segreta, cominciarono sempre più spesso a riunirsi una decina di signori in giacca, cravatta, sigaro e cappello. Posati i vestiti più ingombranti, si sorteggiavano le squadre e si dava subito esecuzione al goffo spettacolo dei galantuomini che, svestiti i loro abiti borghesi, si esibivano in scontri, scivoloni ed interventi maldestri. Le partite potevano addirittura durare anche più di tre ore ed il portiere, poiché si stancava a stare in piedi per molto tempo, portava una sedia su cui sedersi e riposarsi nelle nelle fasi meno concitate della partita.
Concluse le ostilità, poi, tutti i calciatori si riunivano all’osteria di una tal signora Gina, per festeggiare la conclusione di quello che diventò un vero e proprio rituale del sabato. La moda di questi spettacoli scoppiò presto in tutta la comunità inglese di Genova: il club si ingrandì a dismisura ed accolse decine di nuovi iscritti, tanto da costringere i fondatori a cercare nuove aree in cui organizzare partite regolari.
Il grande passo
Il vero passo definitivo per la nascita di un club professionale sportivo, però, fu fatto dal signor James Spensley, un ricchissimo medico inglese, filantropo ed appassionato di sport: sbarcò nel 1897 a Genova per curare i marinai di una nave britannica ormeggata al porto e, dopo aver scoperto l’esistenza del club Genoa, decise di iscriversi e rivoluzionarlo, creando un regolamento e modellandolo sulla base delle storiche squadre della madrepatria: furono ingaggiati i migliori marinai delle navi inglesi e, per la prima volta, il livello tecnico delle partite si alzò drasticamente, passando dalla partitella della domenica fra borghesi a gioco regolamentato fra atleti. Altra innovazione storica, poi, fu l’apertura delle iscrizioni agli italiani.
Il primo campionato
Il 1897 fu l’anno zero per il calcio italiano: mentre a Torino nascevano la Juventus, l’Internazionale e la Torinese, il Genoa fu invitato a partecipare al primo campionato ufficiale di calcio. A dispetto delle moderne stagioni calcistiche che durano un anno intero, lo scudetto dell’epoca era deciso in una sola partita secca, vinta sull’Internazionale per 2-1 con gol decisivo proprio del presidente Spensley.
Di lì, il Genoa degli inglesi continuò ad inanellare vittorie su vittorie, dando origine alla leggenda della squadra più antica d’Italia. Nel frattempo alcuni calciatori minori decisero di tentare fortune in altre città italiane: fu così che nacque poco dopo il Palermo con l’influenza di Blake e, pochi anni più tardi, Poths fondò il Napoli. Il calciatore all’epoca non era però un mestiere di comodo: Sir Spensley morì in guerra proprio come il suo compagno di squadra che diede il nome allo stadio di Genova, Luigi Ferraris. George Blake e suo figlio Paolo non fecero una fine diversa, morendo il primo per malattia, il secondo sul fronte due anni dopo.
E così, inconsapevoli di aver dato origine allo sport più amato d’Italia, oggi abbiamo ricordato i nomi degli eroi del Genoa, i padri del calcio italiano.
Federico Norberto Quagliuolo

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Categorie:Storie

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