La situazione del calcio femminile in Italia

L’Italia ed il calcio femminile sembrano due linee parallele mai destinate ad incrociarsi. I 60 milioni di allenatori che compongono il Bel Paese, infatti, sono assai ostili nei confronti delle donne che giocano a pallone: la possibilità di vedere una partita fra ragazze è spesso liquidata freddamente con qualche sorriso sarcastico o qualche battutaccia di pessimo gusto. Rispetto ad America e Giappone, infatti, il calcio femminile europeo soffre moltissimo una mentalità vecchia, una diffidenza di matrice tutta europea e, principalmente, italiana.
Il calcio femminile in Italia
Dopo una lunghissima e controversa storia, il calcio femminile ha trovato in Italia la sua dimensione ufficiale solo nel 1986, ben cent’anni dopo la nascita della divisione femminile inglese, settanta dopo quella francese e cinquanta dopo la nascita della bundesliga tedesca. La Spagna, che invece è sempre ideologicamente molto vicina all’Italia, promuoverà il calcio femminile due anni dopo la nascita della federazione italiana, nel 1988. Al 31 dicembre 2014, le calciatrici tesserate in Italia sono solo 25.000, un numero insignificante se si pensa che in Germania le calciatrici professioniste sono 250.000 ed il penultimo paese europeo in classifica è la Turchia, con 65.000 tesserate: l’Italia, infatti, è maglia nera nello sport femminile e lo confermò lo stesso presidente Tavecchio, spiegando in una trasmissione di Report le differenze con il calcio maschile ma aggiungendo anche che si sarebbe impegnato per la promozione dello sport in rosa. Il più grave problema del calcio femminile italiano è nella sua condizione di “torneo dilettantistico”: non esiste infatti una federazione autonoma, essendo l’intero torneo femminile gestito da una piccola branca della LND, la Lega Nazionale Dilettanti maschile. In pratica, la squadra femminile più forte in Italia gioca negli stessi tornei in cui militano una Aversa Normanna o un Pro Castel di Sangro, mentre in Europa Barcellona, Bayern Monaco e PSG hanno le proprie rispettive divisioni femminili che giocano in campionati parificati alle leghe professionistiche maschili. La situazione diventa ancora più drammatica, se si pensa che la Nazionale Femminile Italiana è attualmente considerata la quattordicesima nazionale femminile al mondo per bravura delle calciatrici che, puntualmente, vedono il proprio talento sprecato in carriere mortificanti. E così, mentre la FIGC ha annunciato quest’anno di voler obbligare l’apertura di una sezione femminile per tutti i club di Serie A, calciatrici dal talento infinito come Melania Gabbiadini (la sorella di Manolo!) sono costrette a chiudere la propria carriera in squadre che, purtroppo, non possono soddisfare le aspirazioni delle proprie tesserate.
La situazione europea
Mentre la Spagna solo recentemente sembra aver trovato una via da imboccare per dar valore allo sport femminile, con solo Barcellona ed Athletic Bilbao ad investire seriamente in questo sport (incredibile invece è la totale assenza del Real Madrid dalla Primera Division Feminina), la vera avanguardia è costituita dalla Francia. Il campionato femminile francese, infatti, è riconosciuto dalla UEFA come migliore d’Europa per qualità del gioco ed abilità delle calciatrici, paragonabile ai campionati di primo livello maschili: tutto frutto di una programmazione attenta ed investimenti intelligenti che hanno portato, nel 2009, a stabilire una parità legale fra lo sport femminile e quello maschile. Basti pensare che, in tutta Europa, solo in Francia e in Germania le sportive professioniste siglano contratti identici a quelli dei colleghi uomini. In questo fu importantissima la spinta dell’Olympique Lyonnais, che fu la prima squadra ad introdurre dei contratti professionistici nel mondo del calcio femminile. Anche il sistema trofei è stato parificato a quello maschile: il titolo di capocannoniere, il “miglior giocatore del torneo” e la “Panchina d’oro” francese, infatti, sono assegnati dalla stessa commissione che premia i giocatori del campionato maschile, creando quindi una bella interconnessione fra i due tornei. Un po’ come l’America, quindi, la Francia ha sfruttato il poco appeal del torneo maschile per riuscire ad emergere in un segmento di mercato non ancora battuto da nessuno, catturando l’attenzione di milioni di appassionati. Ed adesso, con il PSG sempre più ricco, anche il campionato maschile sta diventando sempre più autorevole. Il successo della formula francese è stato eccellente ed in pochissimi anni il calcio femminile ha spopolato nell’Europa del Nord: basti pensare che la finale di Champions del 2012, fra Olimpique Lione e Francoforte, ha riempito l’Olympiastadion di Monaco con 50.000 spettatori paganti. E così, mentre l’Italia ancora arranca ed annaspa, l’Europa investe nel calcio femminile, preparandosi per trasformarlo in una attrattiva spettacolare ed interessante quanto quello maschile.
Federico Norberto Quagliuolo

Annunci


Categorie:Report

Tag:, ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: