Su appuntamento del fato

In alcuni momenti della vita, il fato ci invita ad un appuntamento. E’ un incontro che non si può nè cancellare nè rimandare, bisogna solo aspettare che si manifesti. Nella notte del 26 maggio 1999, tra i primi vapori estivi di una Barcellona anglo-tedesca, Manchester United e Bayern Monaco si sfidano in una finale di Champions League i cui avvenimenti verranno raccontati dai padri ai figli per generarazioni e generazioni. Al quinto minuto i tedeschi passano in vantaggio con una punizione rasoterra dal sapore beffardo calciata dall’esterno offensivo Basler. Nel corso della partita sempre i tedeschi sfiorano due eurogol: il primo un cucchiaio a incrociare per scavalcare il gigante Schmeichel, ma “la sfera non deve entrare” sembra dire il palo, così come sulla rovesciata ravvicinata di Jancker, “neanche questa volta può entrare” sembra urlare il ferro di una traversa colpita in pieno dal pallone. La situazione sembra irriversibile, il Manchester non riesce a incidere sulla partita, e l’impeto dei migliaia di inglesi sembra sprofondare nel mare della delusione. Ma allo scoccar dell’ora prescelta, il fato decide di entrare in campo: tra le due sfidanti sceglie il Manchester, e lo invita ad una notte di gloria. Bastano gli ultimi tre minuti del match per scrivere un epilogo dal sapor red devils. La sua penna è il destro di Beckham, dal cui piede nascono i due calci d’angolo su cui Sheringham e Solskjær cingeranno con corona di gloria il capo di Sir Alex Ferguson.

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Seppur minore, sempre gloria è.
Nella stessa stagione di Champions League, andando di qualche mese a ritroso nel tempo, notiamo un altro appuntamento con il fato. Questa volta, i prescelti sono gli umili calciatori dell’RC Lens, squadra di una piccola cittadina situata nel dipartimento del Passo di Calais, nell’estremo nord-ovest della Francia.
E’ il 25 novembre e si gioca la quinta giornata della fase a gironi. Entrambe appartenenti al gruppo E, l’Arsenal ospita i francesi del Lens nell’inferno di Wembley, mai profanato da una squadra francese. Tuttavia, il fato decide di mutare il “mai” nel “non ancora”, ed il suo strumento è il piede di Dabève, che al settantaduesimo sul tiro-assist del ceco Smicer infila il tapin vincente alle spalle del portiere inglese David Seaman. Gli otto mila tifosi galletti presenti allo stadio stanno toccando il cielo della gloria, e per quanto la vittoria non sia valsa la conquista di una coppa, la partita è entrata nella storia del club francese. Chi avrebbe mai detto che il fato, per punire gli inglesi, avrebbe scelto degli uomini che si allenano tra ormai dormienti giacimenti di carbone?

3 bis

Lens è pronta!
La cittadina di Lens ospiterà alcune delle partite degli Europei in Francia del 2016 nel suo stadio da 40 mila posti, il Felix Bollaert, costruito sul modello dello stadio inglese come dimostrano le quattro tribune separate. Una caratteristica unica di questa arena è la locazione scelta dai tifosi più caldi, che come da tradizione in tutti gli stadi seguono le partite in piedi: generalmente essi siedono dietro le porte, mentre nel Felix Ballaert si trovano nella tribuna centrale, nominata Marek.
Da poco nel cuore della cittadina si sono svolte manifestazioni per festeggiare un anno dall’inizio degli europei; la speranza dei cittadini è vedere giocare la Francia nel loro stadio, sperando nella stessa estate di rivedere il RC Lens nuovamente in Ligue 1, magari su appuntamento del fato.
Matteo Fortuzzi

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