Figlio del mare

Ci sono alcune storie che si liberano dal marchio della normalità, storie che nel loro desiderio di indipendenza decidono dove e come urlare al mondo il loro essere finalmente presenti. L’8 marzo del 1984 una donna angolana di nome Teresa e il suo marito zairese Mafuila Mavuba si trovavano tra le alte acque equatoriali dell’oceano Atlantico; sotto i piedi un vecchio battello quasi schiacciato dal peso delle troppe persone, la città di Luanda alle spalle e davanti la promessa di una nuova vita sussurrata dal richiamo francese di Marsiglia. Teresa era incinta di 8 mesi e in un punto di mare senza volto, tra i dolori del parto, le urla di un bambino in ottima salute diedero nuova speranza al prodigio della vita. Lo chiamarono Rio Antonio Mavuba e mai poterono pensare che un giorno quel figlio del mare sarebbe divenuto il capitano del LOSC Lille, di cui veste i colori dal 2008. Quella nascita che accomuna i figli di chi decide di abbandonare la propria vita per un’altra è marchiata nell’identità di Rio che sul passaporto, di fianco alla dicitura luogo di nascita, porta la voce “nato in mare”.

Foto nave

mavuba 1- copertina

Promessa mantenuta
La vita ha deciso di strappare dall’esistenza la mamma di Rio quando lui aveva 2 anni, il padre quando ne aveva 12. Il calcio era divenuta l’unica sua ragione per continuare, e le promesse svanite per i suoi genitori si sono pienamente realizzate nel disegno realizzato su di lui. La città di Lille ha abbracciato Rio con la sua architettura fiamminga del XVII secolo, ricca di colori che dipingono e tratteggiano le stradine del suo centro storico, per condurlo infine nella zona est della città, dove si trova la casa di Rio: lo stadio Pierre-Mauroy, grande arena costruita nel 2012 con una capienza di 50 mila posti, costata nel suo insieme 324 milioni di euro, contando nella somma totale anche le strutture annesse, quali parcheggi, hotel, ristoranti e tutte le sicurezze richieste dagli standard antisismici, a cui si dovrebbero aggiungere altre misure dal costo di 96 milioni di euro, dovute ad una nuova legge emanata a seguito dello tsunami e dei terremoti che nel 2011 hanno prostrato il Giappone. Per ammortizzare i costi, i lavori per la messa in sicurezza verranno scaglionati nel tempo.

stade Pierre-Mauroy

I mastini
Guidati dal coach Hervé Renard, il condottiero trionfatore della coppa d’Africa 2014-2015 alla testa della Costa d’Avorio, i Les Dogues, così conosciuti per via del mastino che fiero domina il logo bianco-rosso del club del Lille, nella loro storia hanno alzato al cielo per 3 volte la coppa del campionato francese, l’ultima nella stagione 2010-2011, e per 6 volte la coppa di Francia, l’ultima sempre nel 2010-2011, portando così a casa uno storico double. Il capolavoro fu firmato da Rudi Garcia.
Sicuramente il soprannome mastino calza benissimo a Rio Mavuba, il nostro figlio del mare, che una stagione fa rispose a una provocazione di Ibrahimovic rifilandogli una manata sul volto, violenta ma non tale da far crollare sul terreno il gigante svedese; tuttavia le gambe di Zlatan decisero di cedere e lasciarlo rantolare sul terreno, per dare così ai suoi tifosi la giusta razione di spettacolo e insulti per il poi ammonito capitano del Lille.

mavuba 2

Matteo Fortuzzi

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