Il futuro della UEFA

Abbiamo parlato nel precedente articolo del passato della UEFA, di come, in cinquant’anni di storia, il calcio europeo abbia seguito una evoluzione parallela a quella dello sviluppo del progetto dell’Unione Europea, con lo stesso intento unificatore delle divergenze nazionali. E adesso?
Un governo “conservatore”
Con Platini che sembra deciso a non mollare il suo trono (nel 2014 rilasciò una lunga dichiarazione in cui spiegò la sua volontà di non candidarsi come successore di Blatter alla FIFA, anche se, un mese dopo l’intervista, affermò “solo io potrei sconfiggere Blatter nelle future elezioni”), il futuro della UEFA è ben chiaro e seguirà la linea guida conservatrice data dall’ex calciatore francese: rinunciare alle tecnologie in campo, tanto invocate dai tifosi di tutta Europa, e proseguire dritto verso il potenziamento della Champions League, fornendola di un appeal economico ancora maggiore di quello attuale. Il futuro, secondo lo stesso Platini, si trova però anche nelle squadre nazionali, che, al di là dei Mondiali FIFA e degli Europei, non godono dello stesso appeal economico dei campionati per club, a maggior ragione con le amichevoli internazionali che spezzano i campionati. E se proprio le amichevoli internazionali fossero una pentola d’oro che nessuno ha mai aperto?
E’ stato proprio questo il pensiero di Platini che, proprio nel 2014, ha ufficializzato l’introduzione della Nations League, un “torneo fra nazionali”. L’altra grandissima innovazione è stata il Fair Play Finanziario, argomento controverso che abbiamo trattato nei nostri precedenti articoli, ma che, recentemente, Platini ha affermato di dover “diminuire la severità del Fair Play”.
Nations League
La Nations League è la vera innovazione degli ultimi anni di governo della UEFA: un torneo che si prefigge l’obiettivo di sostituire le amichevoli per club che, come rilevato dagli osservatori, non sono seguite con lo stesso interesse dei tornei internazionali. Proprio da questo dato è nata una domanda: perché allora non introdurre un torneo sul modello della Champions League? Saranno infatti selezionati dei gironi di squadre nazionali selezionati secondo dei complessi coefficienti di valutazione, allo stesso modo della formazione dei gironi di Champions ed Europa League. Ci saranno quattro gironi divisi in quattro competizioni divise per “livello” della squadra, in modo da garantire delle partite eque e non sorteggi folli come un Germania-San Marino. Il torneo, poi, si svolgerà nell’arco di tutto l’anno, con premi e retrocessioni: le quattro squadre vincitrici di ogni gruppo, poi, salteranno le qualificazioni per gli Europei dell’anno seguente, mentre le altre squadre partecipanti alla Nations League cadranno nel calderone delle lunghe e logoranti qualificazioni. In tal modo, anche le amichevoli e le partite di qualificazione degli europei, dal 2018, diventeranno una vera e propria lega internazionale, con le nazionali che giocheranno quasi come se fossero dei club. E la posta in palio diventa importantissima: l’accesso all’Europeo 2020.
Federico Norberto Quagliuolo

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