La storia della UEFA

La UEFA, l’istituzione che muove tutti i fili del calcio europeo, il deus ex machina del pallone in tutti gli stadi delle massime competizioni professionistiche: quanto si sa dell’organizzazione del pallone più potente d’Europa?
La nascita
Il calcio moderno trova le sue origini negli anni ’50: assieme alla Champions League (Coppa dei Campioni), infatti, proprio in quel decennio nacque la massima autorità del calcio europeo a Basilea, in Svizzera. Dopo la Guerra, infatti, l’economia ricominciò a riprendere la sua crescita e, come per i governi statali, così anche le federazioni calcistiche sentirono il bisogno di creare una vera e propria rete internazionale che unisse lo sport, un po’ come l’Unione Europea avrebbe unito politicamente gli stati nazionali: d’altronde, questi furono i prodromi per l’imminente nascita della Champions League. Fu così che tre persone, nel 1952, si incontrarono per progettare un governo europeo del calcio: Ottorino Barassi, presidente della FIGC, José Crahay, presidente della Federazione Belga, e Henri Delaunay, segretario della Federazione Francese. Di qui, attraverso una serie di riunioni, messaggi e conferenze inviate ai presidenti di tutte le federazioni europee, si radunarono uno ad uno tutti i rappresentanti delle federazioni calcistiche d’Europa, fra cui anche Ernst Thommen, il presidente della Federazione calcistica della neutrale Svizzera. Fu infatti proprio la Svizzera il motore della nascita della UEFA: durante un raduno generale della FIFA a Parigi nel 1953, infatti, tutti i presidenti delle federazioni Europee votarono all’unanimità la proposta di costituire un nuovo organo di governo del calcio europeo, dalle iniziali “Union of the European Football Associations”, in francese “Union des Associations Européennes de Football”: l’anno dopo, a Basilea, fu stilato il primo regolamento e così nacque ufficialmente la UEFA. L’obiettivo era ambizioso: creare, per la prima volta, un “governo sovranazionale” del calcio europeo, in modo da poter uniformare le regole di tutti i tornei nazionali e, in futuro, creare una grande lega delle migliori squadre d’Europa, cosa realizzata con la Coppa dei Campioni. Il secondo obiettivo non era meno importante: rimuovere le centinaia di tornei privati internazionali che, dai primi del ‘900, sorsero in tutta Europa per iniziative di imprenditori e filantropi: con un organo unico europeo, infatti, si rese necessaria una regolamentazione ed un riconoscimento dei tornei europei.
L’affermazione
Dopo una nascita sotto le migliori ambizioni e prospettive, la UEFA trovò la sua vera affermazione negli anni in cui il calcio diventò un vero e proprio fenomeno travolgente, di massa: negli anni ’70 ed ’80, infatti, la UEFA si dotò di un vero e proprio apparato sanzionatorio, come mai era accaduto nella storia di una federazione sportiva. Vennero infatti emanate subito disposizioni sul mantenimento dell’ordine negli stadi e, soprattutto, nel 1972 per la prima volta la UEFA varò un regolamento internazionale per il gioco del calcio: da allora in poi non ci sarebbero più state differenze nei regolamenti nazionali. Nel 1982, poi, fu fatto un nuovo immenso passo avanti: per la prima volta nella storia d’Europa fu riconosciuto un torneo di calcio femminile dalla UEFA, creando una parità dei sessi nello sport più maschilista al mondo. Nel 1985, infine, dopo la tragedia dell’Heysel, sono state anche emanate le prime norme che hanno imposto la visione della partita esclusivamente su sediolini, rispettando la numerazione dei posti disponibili nello stadio.
Il calcio moderno
Nel 1990 cominciò un vero e proprio regno durato 17 anni, tutto nelle mani dell’allora sessantenne Lennart Johansson: dopo essere stato nominato presidente della UEFA, traghettò la federazione nella nuova dimensione del calcio moderno, fra pay-tv, champions league e coppa UEFA: seguì le terribili vicissitudini della Jugoslavia e riconobbe, uno ad uno, i campionati nazionali delle ex repubbliche slave. Dal 1990 al 2007, da Maradona e dall’ultimo scudetto della Sampdoria, per arrivare a Cristiano Ronaldo e Messi, l’anzianissimo presidente della UEFA fu sconfitto solo nel 2007 da Michel Platini, con soli 3 voti di vantaggio nei confronti del concorrente. La vera grande svolta nel calcio mondiale fu poi affrontata proprio nel 1995, quando la Corte di Giustizia Europea emanò la famosa sentenza Bosman, con la quale fu obbligata la UEFA a rivedere e riscrivere completamente le vecchie regole sui trasferimenti di calciatori fra paesi dell’Unione, dato che proprio l’argomento, essendo assai spinoso e legato alle diverse legislazioni interne dei paesi membri della UE, fino ad allora era stato volutamente non regolamentato dalla federazione.
Federico Norberto Quagliuolo

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Categorie:Storie

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