Da Coppa dei Campioni a Champions League

Dopo quasi mezzo secolo di totale immobilismo, fra Ajax, Milan e Bayern che si spartivano trofei, durante gli anni ’90 la FIFA decise di introdurre una serie di innovazioni nel regolamento per adattare la competizione al nuovo calcio “interattivo” che andava profilandosi in quegli anni, fra dirette TV sempre più frequenti, introiti sempre più alti e appeal internazionale che, in qualche modo, doveva essere ripagato con uno spettacolo sempre più bello e dal ritmo incalzante: nel 1992 fu registrato il nome di “Champions League” e fu scritto da Tony Britten l’inno della competizione che, ancora oggi, fa sognare tutti gli spettatori. La prima vera grande innovazione arrivò nel 1997, quando, per la prima volta, fu abolita la regola posta a fondamento dell’intera competizione: furono per la prima volta ammesse le squadre seconde classificate negli otto tornei più importanti d’Europa, introducendo un piccolo mini-torneo estivo dei preliminari, in modo da non sconvolgere l’organizzazione vecchia del torneo. La più consistente riforma fu poi fatta nel 1999, introducendo due fasi a gironi ed aprendo la partecipazione anche a terze e quarte classificate dei migliori campionati d’Europa, allungando il cammino verso la finale da 8 a 17 gare, che potrebbero diventare anche 23, nel caso di partenza dai preliminari. Per mantenere viva l’attenzione e non annientare la Coppa UEFA che, lentamente, andava perdendo importanza a favore di una Champions sempre più lunga, fu introdotto anche un sistema di “retrocessioni” in Coppa UEFA, per garantire maggiori visualizzazioni nei (frequenti) casi in cui alcune grandi squadre d’Europa si trovavano a sorpresa fuori dalla competizione. L’ultima riforma fu operata proprio nel 2014, introducendo il “premio Europa League”, dichiarando partecipante di diritto alla Champions la vincitrice del torneo minore d’Europa.
Il trofeo?
La squadra che lo vince è tenuta a riconsegnarlo alla UEFA prima della finale dell’anno seguente, poi, successivamente, la UEFA stessa spedirà una replica della copia originale da conservare nella propria bacheca. Le uniche eccezioni sono state fatte per le squadre che hanno vinto più di 5 Champions o più di 3 trofei consecutivi. In tal caso, infatti, la UEFA consegna un multiple-winner badge, introdotto nella stagione 2000: è una toppa d’argento da mettere sulla maglia che segna il numero di Champions vinte dai più meritevoli. Le squadre che detengono questo badge sono Real Madrid, Milan, Liverpool, Bayern Monaco, Ajax e, ultima arrivata, il Barcellona con la sua quinta Champions.
Ed i soldi?
Dopo aver abbandonato il romantico nome di “Coppa dei Campioni” nel 1992, la Champions League diventò un vero e proprio asset societario vincente, deciso dalla UEFA che, proprio a partire da questa stagione, cominciò a stipulare contratti milionari con i main sponsor della competizione: il primo fu Adidas, poi si aggiunsero decine di altri ricchi investitori, comprendendo che un investimento nell’emergente mondo del calcio mediatico avrebbe portato guadagni incredibili. La stessa UEFA ha dichiarato che, nel triennio 2015-2018 i guadagni aumenteranno del 30%, passando dagli attuali 1,5 miliardi di euro distribuiti fra 32 squadre alla cifra incredibile di 1,85 miliardi di euro, facendo diventare, in pratica, la qualificazione in Champions una vera e propria conditio sine qua non per la crescita di una società sportiva. Basti pensare alla Juventus: quando fu eliminata nel 2012 ai quarti, guadagnò circa 63 milioni di euro, fra Market Share, premi e marketing della squadra. Adesso, da finalista perdente, ha ottenuto una cifra assai vicina ai 100 milioni di euro.
Una piccola curiosità
La Coppa di Champions è sempre stata nominata “coppa dalle grandi orecchie”, a causa delle sue grandi maniglie. In realtà, in origine non era così, ma aveva la forma di un’anfora greca, con le maniglie piccole e la forma tondeggiante di un vaso. Fu ridisegnata nel 1967 e le uniche due squadre che hanno vinto la coppa in entrambe le versioni sono il Real Madrid, Milan e Inter. Nel 2005 sono poi stati aggiunti sul retro della coppa i nomi di tutte le precedenti vincitrici.
Federico Norberto Quagliuolo

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Categorie:Storie

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