La storia della Champions League

Proprio qualche giorno fa il Barcellona ha conquistato la sua ultima Champions, “Coppa dei Campioni” per i più nostalgici. Ogni partita è una rassegna dei giocatori più forti del pianeta: colpi da maestro, gol leggendari, partite memorabili, rimonte ed emozioni fino al novantesimo ed anche oltre. Eppure, pochi conoscono la storia della competizione più ricca e seguita d’Europa.
“E’ più forte il Milan o il Real Madrid?”
Fu sulla base di questa domanda che il quotidiano L’Equipe, nel 1954, ideò per la prima volta una Lega Europea. Già negli anni passati, in tempi precedenti alla II Guerra Mondiale, in Europa si disputavano piccoli tornei internazionali fra squadre di club, come ad esempio la Coppa dell’Europa Centrale del 1927. Ben poca cosa, senza neanche premi in denaro. Furono infatti proprio i francesi, pur non avendo mai avuto una blasonatissima tradizione calcistica, ad unire l’intero continente con l’idea di una lega con le migliori squadre d’Europa proprio mentre, nei grandi palazzi, il mondo stava per affrontare la più grande sfida politica del ‘900: la creazione di una comunità di Stati uniti europei. La FIFA fu assai scossa da questa proposta e la accolse in modo assai freddo e diffidente: la bocciò senza appello, spiegando che il timore più grande della federazione era di veder persa l’importanza dei campionati nazionali, a seguito dell’introduzione di un “supercampionato” europeo. Il direttore editoriale dell’Equipe, però, non si diede per vinto e convocò a Parigi i dirigenti delle 16 squadre vincitrici dei campionati dei rispettivi Stati d’Europa: la sua idea fu quella di organizzare la competizione in forma privata e parallela a quella dei campionati nazionali. Al suono di “privato”, la FIFA, nel terrore che potesse nascere una nuova associazione sportiva, intervenne bruscamente e delegò la UEFA per stendere un primo regolamento della competizione, di fatto facendo sua l’idea che aveva bocciato proprio l’anno precedente. Il nuovo regolamento della Coppa dei Campioni era molto rigido e rimase immutato per quasi trent’anni, fino al 1997 erano ammesse alla competizione solo le squadre vincitrici dei migliori 16 campionati d’Europa, riducendo la competizione a pochissimi “volti noti”, fra Spagna, Inghilterra ed Italia. Insomma, il duello Milan-Real Madrid fu un classico che si ripeté per anni, interrotto ogni tanto da Juventus ed Inter.
Il Real Madrid era più forte
O, almeno, questo disse il campo: 5 Coppe dei Campioni vinte dai blancos a mani basse, dal 1955 al 1960, senza alcuna interruzione. Un record quasi impossibile da battere ai tempi moderni. L’attacco del Madrid era guidato da leggende del calibro di Alfredo Di Stefano e Puskàs, che portarono, proprio nel 1960, altri record assoluti per la giovanissima competizione: la finale all’Hampden Park contro l’Eintracht Francoforte finì 7-3 per il Real Madrid e deliziò gli occhi di 135.000 persone, senza contare i milioni di spettatori in eurovisione. Il mondo del calcio aveva appena trovato la sua pentola d’oro. Nel 1961 finì lo strapotere del Real Madrid proprio per mano degli acerrimi nemici del Barcellona, che buttarono fuori il Real e persero la finale con il Benfica. (…e pensare che la prima coppa catalana arrivò solo nel 1992, ai danni della Sampdoria!), poi, successivamente, finalmente anche il Milan di Cesare Maldini ebbe la sua prima gioia, così come la leggendaria Inter di Herrera. La Coppa dei Campioni rimase così per circa quarant’anni immutata, con l’introduzione dei calci di rigore e della regola del gol fuori casa negli anni ’70, per evitare di dover giocare “scomode” partite-spareggio nei rarissimi casi di risultati pari. I premi economici erano relativamente bassi per gli standard attuali, ma il ritorno mediatico era impagabile.
Nel prossimo articolo, invece, vi parleremo delle recenti evoluzioni della massima competizione che, dagli anni ’90 in poi, è stata completamente rivoluzionata nella sua struttura originale.
Federico Norberto Quagliuolo

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Categorie:Storie

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