Triplete blaugrana

Le finali di qualsiasi competizione, molto spesso, non sono belle da vedere. Le squadre sono contratte, si studiano e soprattutto cercano di non commettere il primo errore che in molti casi risulta fatale. Quella di questa sera invece è stata l’esatto contrario, grazie al classico episodio che ha mutato il volto della partita. Per merito di Rakitic, il meno popolare tra i catalani, il Barcellona già al terzo minuto si è trovato in vantaggio. A pareggiare i conti ci ha pensato l’ex Madrid Morata prima delle due reti di Suarez (68′) e Neymar (96′).
Mister Allegri ha confermato il centrocampo a rombo con Pirlo vertice basso tra Pogba e Marchisio e Vidal qualche metro più in avanti. Purtroppo il ruolo del cileno non è quello del trequartista ed in una partita così importante, soprattutto nella prima frazione di gioco, si è notata tutta la sua inattitudine nel coprire una zona di campo così importante. In fase difensiva, con Mascherano ad impostare da dietro, si è abbassato sulla linea dei centrocampisti andando a formare un 4-4-2.
Luis Enrique ha optato per il 4-3-3 con Iniesta regolarmente in campo con la fascia di capitano – che consegnerà a Xavi al momento della sostituzione (76′) – ed il trio delle meraviglie Messi, Suarez e Neymar. Oltre al loro tre è stato fondamentale il gioco di Mascherano e Busquets. Il primo, al netto di qualche sbavatura difensiva ad inizio gara, è stato il solito regista dai lanci millimetrici e geometrie pulite oltre alla solita dose di personalità che in un una finale non basta mai. Lo spagnolo invece è stato più partecipe nella zona nevralgica del campo avendo abbandonato la posizione, di guardiolana memoria, di regista tra i due difensori centrali. Inoltre è stata interessante l’evoluzione di Suarez che rispetto ai tempi di Liverpool, dove è sempre stato il terminale di ogni azione, ha giocato da vero play avanzato nel centro dell’attacco. Grazie alle sue sponde ha fornito assist sia ai suoi compagni di reparto sia ai centrocampisti che dalle retrovie hanno cercato fortuna in avanti.
Al triplice fischio finale il cielo di Berlino si è dipinto di blaugrana intenso che ha illuminato la gioia dei tifosi catalani, festanti per la terza volta dopo le conquiste di Liga e Copa del Rey. Dopo Guardiola anche Luis Enrique ha potuto festeggiare una tripletta al primo anno sulla panchina del Barcellona.
Per Allegri e tutto il popolo bianconeri il rammarico è stato di non aver saputo gestire un finale di gara dopo aver pareggiato lo svantaggio iniziale. Il bicchiere mezzo pieno però, che ha un valore inestimabile per il futuro, è la consapevolezza di poter sedere allo stesso tavolo dei top-club europei.
Antonio Federico Miniaci

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Categorie:Analysis & Tactics

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