Il pareggio delle deluse

Con il pareggio di oggi pomeriggio e una partita ancora a disposizione, il Manchester United (69 punti), a meno di scivoloni dell’Arsenal (71) che deve giocare anche un recupero, ha abbandonato le speranze di conquistare l’ingresso diretto alla prossima champions league. Dopo un primo tempo disputato su buoni ritmi non è riuscito a difendere la rete di Herrera (30′) ed alla prima difficoltà si è trovato in balia di un Arsenal tutt’altro che eccelso. Anzi. I londinesi per circa un’ora hanno deciso di non giocare. Grazie ad una diga di cinque centrocampisti, con il solo Giroud giocatore di attacco, i ragazzi di Wenger hanno serrato le linee per arginare le azioni offensive dei locali che in più di una occasione sono stati pericolosi sfruttando le fasce laterali. Young e Rojo, con il supporto di Fellaini, non hanno avuto problemi nell’affondare sull’out di sinistra anche perché Bellerin è stato lasciato solo da Ozil che, anche questo pomeriggio, ha confermato di essere un giocatore discontinuo e per nulla portato alla fase difensiva. Proprio da quelle parti è partito l’assist vincente per Herrera, la cui conclusione ha palesato – se ce ne fosse ancora bisogno – l’inadeguatezza, per senso della posizione e concentrazione, dell’intero reparto difensivo dell’Arsenal. Nella seconda frazione di gioco, dopo un inizio tutto di marca United, il match si è ribaltato grazie alla solita caparbietà di Giroud, bravo nel crearsi una situazione (62′) di uno contro uno, nella quale De Gea si è superato con una parata di puro istinto. Questa circostanza è stata come una scintilla. L’Arsenal ha preso il possesso del centrocampo anche per una atteggiamento arrendevole dei padroni di casa che, minuto dopo minuto, hanno perso ritmo ma più di ogni altra cosa la consapevolezza di poter vincere. Crollate le certezze, il ritmo è venuto meno e l’Arsenal ne ha approfittato grazie al neo entrato Walcott (82′). Al triplice fischio finale a sorridere è Wenger anche se è una magra consolazione. Anche in questa stagione l’allenatore alsaziano non è riuscito a progettare una formazione capace di competere, in maniera concreta, dalla prima all’ultima giornata. Dal canto suo Van Gaal, che ha dimostrato di voler anche in Inghilterra proporre le sue idee, il suo credo, il suo calcio ha la doppia attenuante di essere alla prima stagione nonché di avere l’arduo compito di sostituire Sir Alex Ferguson. Per entrambi la prossima stagione sarà fondamentale e sappiamo bene come Mourinho non sia tipo da fare sconti.
Antonio Federico Miniaci

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Categorie:Cafè Trotter

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