Sarà per la prossima volta

Gary Lineker, ex attaccante della nazione inglese, un giorno disse che <<…il calcio è un gioco semplice: ventidue uomini rincorrono un pallone per novanta minuti e alla fine la Germania vince…>>. Oggi invece, dopo il pareggio dell’Emirates tra Arsenal e Chelsea, si potrebbe dire che il football è quello sport nel quale (quasi) sempre vince Jose Mourinho, soprattutto se l’allenatore avversario è Arsene Wenger. Il manager alsaziano infatti, al tredicesimo tentativo, non riesce a battere il collega portoghese che con il punto di oggi mette tra se e le seconde, City e proprio l’Arsenal che ha una partita da recuperare, un tesoretto di dieci punti. L’Arsenal si gioca il match trasformandosi in una formazione compatta, pronta a colpire in contropiede grazie ad un quartetto di giocatori, capeggiato da Sanchez, tutto tecnica schierato alle spalle di Giroud. Davanti alla difesa Coquelin tampona, recupera e quando possibile supporta una linea difensiva che in più di una circostanza commette sempre gli stessi errori di posizione, principalmente quando è necessario mettere in fuorigioco giocatori rapidi sia di testa sia di gamba come Hazard. Il Chelsea, dovendo fare a meno della punta centrale, opta per il consueto sistema di gioco (4-2-3-1) ma rivisitato e corretto. Davanti alla difesa, Matic e Fabregas creano gioco per Willian, Hazard e Ramires; in avanti il prescelto è Oscar che nel corso della partita cambia spesso posizione con i compagni di reparto, adattandosi alle diverse situazioni di gioco. Strategica la posizione di Ramires che in fase di non possesso palla si abbassa, per supportare Ivanovic nel difficile compito di marcare Sanchez, la cui velocità non si addice ai requisiti fisici del serbo. Interessante il dato relativo alle occasioni da rete create (fonte theguardian.com). Se per il Chelsea non è una novità trarre il massimo risultato con il minimo sforzo: delle sette conclusioni solo due sono nello specchio della porta, è una notizia l’imprecisione dei gunners che tirano dodici volte ma solo una dalle parti di Courtois. Al triplice fischio il Chelsea festeggia il pareggio come una vittoria, conscio che quella finale, a meno di cedimenti, è sempre più vicina. L’Arsenal invece si accontenta di una buona prestazione che non basta per superare un avversario più costante e strutturalmente concepito per vincere.
Antonio Federico Miniaci

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Categorie:Cafè Trotter

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