Talento e strategia

Il match di ieri pomeriggio a Stamford Bridge è stata l’ennesima prova di come Jose Mourinho concepisca il football. Già alla lettura delle formazioni, non ancora nel tunnel, si è capito subito quale fossero le sue intenzioni. Davanti ai quattro difensori, l’allenatore portoghese ha schierato Zouma e Matic, due giocatori le cui peculiarità migliori non sono certo la tecnica e la proprietà di palleggio. Sia il francese sia il serbo, grazie al loro fisico imponente ed una spiccata propensione “di rottura”, sono stati scelti per arginare le geometrie dei trequartisti del Man Utd (Young, Fellaini, Rooney e Mata) grazie alle quali hanno vinto il derby della scorsa settimana. Anche Ivanovic e Azpilicueta, solitamente abituati a incursioni offensive, si sono “accontentati” di arginare la profondità di manovra di Valencia e Shaw. Come riportato sulle versione on-line del Guardian, Mourinho ha definito:<<…Azpilicueta il migliore sul terreno di gioco, Matic ha lavorato come un animale, Zouma ha messo fuori gioco Fellaini mentre Drogba ha lottato contro due ragazzi che hanno l’età dei suoi figli…>>. A rompere gli schemi di tale canovaccio è stata la più classica delle azioni di rimessa. Una fase difensiva del Manchester troppo spensierata – se ci fosse stato Roy Keane avrebbe ammonito i suoi compagni con energia e vigore – un colpo di tacco di Oscar fin troppo semplice ed un ricamo di Hazard che ha segnato alla prima conclusione nello specchio della porta (38′). Sempre il Guardian ha riportato una serie di dati statistici con i quali ha inquadrato alla perfezione non solo il match ma anche l’atteggiamento tattico del Chelsea: 29% di possesso palla dei blues contro il 71% dei red devils che nell’arco dei novanta minuti hanno tirato tredici volte ma solo in due casi nello specchio della porta. I locali invece hanno calciato verso la porta solo in cinque occasioni ma è stato sufficiente visto che uno dei due tiri scagliati verso De Gea è valso il match e con molta probabilità l’ennesimo trionfo di Mourinho, il cui credo calcistico si può racchiudere in questa dichiarazione:<<…il football è talento ma anche la strategia è importante…>>.
Antonio Federico Miniaci

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Categorie:Cafè Trotter

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