La città rosa

Un’ultima foto alla cattedrale St. André di Bordeaux e ci dirigiamo verso la seconda tappa del nostro itinerario che ci porta a conoscere le realtà culturali e calcistiche delle città francesi che ospiteranno gli europei del 2016. Seguiamo in direzione sud l’incedere dolce e sinuoso della Garonna tra le colline boscose e dorate dell’Occitania, fino a giungere nella città rosa, denominata così per via del colore dominante dei suoi edifici che ne impreziosiscono il centro storico. L’alto campanile di Saint-Sernin che timidamente in lontananza si erge tra i tetti ci dà il benvenuto a Tolosa.
Tra terra e cielo
Terra dei Volci Tectosagi prima e dei Visigoti poi, nel 721 d.C. sul suo suolo fu versato il sangue necessario per arrestare l’indomabile furia conquistatrice dell’avanzata musulmana e sbarrargli così i cancelli dell’Europa cristiana. Durante il periodo della seconda guerra mondiale fu risparmiata dal fuoco dei bombardamenti e diede rifugio ad esuli spagnoli fuggiti dalla guerra civile; fu anche approdo fondamentale per le iniziative italiane antifasciste. Oggi Tolosa è conosciuta nel mondo soprattutto per i suoi giganti del cielo, poiché ospita una delle due industrie di assemblaggio del colosso Airbus.
I crociati d’Occitania
Il Tolosa Fc è una piccola realtà nel palcoscenico del calcio francese: al momento si trova terz’ultima in classifica e la sua storia ricorda la vittoria di due campionati francesi di seconda divisione e il trionfo nel trofeo Gambardella (una competizione giovanile organizzata dalla federazione francese).
E’ giovane: è nata solamente nel 1970 sulle ceneri di una società calcistica precedente sorta nel 1937 e tramontata nel 1967. Dopo aver inizialmente optato per casacche rosse e gialle, in seguito il Tolosa ha trovato la propria identità nel bianco e nel viola prossimo al lilla, come riferimento al colore tipico cittadino, mentre la croce occitana di un rosso fiammante bordato di giallo è lo stemma identitario della società e dei suoi tifosi. Les Pitchouns, nome attribuito ai giocatori che tradotto significa “i piccoli”, disputano le loro partite nello Stadio Municipal, settimo impianto sportivo più grande di Francia. Nel 1938 e nel 1998 l’infrastruttura ha ospitato alcune delle partite dei mondiali di calcio disputati nella terra dei galletti. Per quanto riguarda i tifosi, il cuore pulsante di ogni squadra di calcio, nel 2009 le pagine di cronaca si sono tinte di nero per via di quelle azioni di cui uno non vorrebbe mai sentire parlare, a maggior ragione se il motivo scatenante è il calcio: durante la trasferta di Europa League a Belgrado, un gruppo di tifosi del Tolosa è stato aggredito da un gruppo nutrito di tifosi del Partizan equipaggiati di spranghe e catene. Il francese 28enne Brice Taton è stato pestato brutalmente a sangue e gettato da un muro alto una decina di metri; dopo giorni di agonia, il suo nome è andato ad aggiungersi alla lista delle vittime del lato più oscuro del calcio. I tifosi che credono nel calcio dei colori e delle passioni si sono stretti intorno al ricordo di Brice: i tifosi del Marsiglia hanno deciso di ricordarlo così:
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Matteo Fortuzzi

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