Aux armes girondins

Non lontano dalle rive della Garonna, nel verdeggiante quartiere di Bordeaux-Lac, una costruzione interamente bianca domina il panorama circostante: è lo stadio Bordeaux-Atlantique, futura casa dell’Fc Bordeaux e dei suoi girondini a partire dalla stagione 2015-2016. Il primo mattone dell’impianto sportivo venne posto nel 2012 con un preciso obiettivo, dare alla città uno stadio che le permettesse di ospitare le partite degli europei di calcio del 2016, in quanto la casa storica dei girondini, lo stadio Jacques Chaban-Delmas, con i suoi 34 mila posti, risulta insufficiente per ospitare un evento di tale portata. L’architettura dello stadio è senza dubbio originale e affascinante con le sue centinaia di pilastri che ne puntellano il perimetro, ma è proprio il bianco purissimo di cui è rivestito l’impianto che lo rende unico nel suo aspetto.
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Terra di lotte, menti e nettari divini
Galli, romani, barbari, franchi, inglesi e francesi. La regione dell’Aquitania, per via della sua ricchezza e bellezza, nello scorrere dei secoli è stata contesa da genti diverse, volenterose di far propria quell’ammaliante porzione di Francia. Terra dei deputati girondini, chiamati così perché provenienti dalla Gironda, dipartimento dell’Aquitania, protagonisti nelle vicende della rivoluzione francese, e madre di pensatori come Montaigne e Montesquieu, la stessa Aquitania è celebre in tutto il mondo per le sue viti, il cui vino rosso prende il nome di Bordeaux, città capoluogo della regione. I girondini della rivoluzione contro l’ancien règime videro le loro aspettative politiche recise dall’affilatissima e obliqua lama della ghigliottina di Robespierre: dopo un breve processo, molti dei leader del partito furono condannati, altri si suicidarono. Oggi, il nome di “girondini” è stato preso in onore al passato dai giocatori e tifosi del Bordeaux: è opportuno sottolineare l’espressione “in onore”, poiché i fini calcistici non sono paragonabili a quelli di uomini che cercarono di rompere le catene di una situazione sociale avvelenata da una disuguaglianza che impediva l’ascesa della classe borghese.
Aux armes girondins!
Il Bordeaux venne fondato nel 1881, vincendo il suo primo trofeo, la Coppa di Francia, nel 1941. I titoli di Francia vinti sono 6; in Europa il massimo risultato raggiunto è stato la finale di Coppa Uefa giocata contro il Bayern Monaco nella stagione 1995-1996. Come riportato ad inizio articolo, fino ad oggi il Bordeaux ha giocato le partite di casa nello stadio Jacques Chaban-Delmas, costruito nel 1921 e primo stadio al mondo ad avere una copertura completa sugli spalti che non interferisse con la visuale del pubblico. Nel momento in cui il Bordeaux si trasferirà nel nuovo impianto, la vecchia casa ospiterà le partite del club rugbistico dell’Union Bordeaux Bègles. I girondini non sono tra i tifosi più caldi di Francia: il loro impeto non è paragonabile ai rivali di Saint-Etienne o di Marsiglia, città che incontreremo nel prosieguo del nostro grand tour. Il 15 febbraio di questo anno, prima della partita contro il Saint-Etienne, i tifosi del Bordeaux si sono resi protagonisti di una spettacolare coreografia: indossanti mantelline rigorosamente bianche, posizionati sulla loro curva, al termine di un countdown hanno liberato nell’aria delle polveri colorate, pratica solita compiersi durante i celebri “Holi colour festival”. Il boato e gli applausi del pubblico hanno accompagnato il dissolversi delle polveri nel cielo di Bordeaux.
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Matteo Fortuzzi

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