Il Chelsea rallenta

Dopo l’uscita dalla champions league, il Chelsea è tornato a Stamford Bridge per affrontare il Southampton. L’occasione è buona per allungare sul Manchester City, sconfitto sul campo del Burnley, e tenere lontano l’Arsenal, vittorioso nel derby con West Ham, ma Diego Costa e soci non sono andati oltre l’1-1. Come nella tradizione anglosassone il match si è disputato senza esclusione di colpi, sviluppando la sua trama a fasi alterne. La condotta di gara è stata per entrambe le compagini attendista ma se per Koeman è stata una necessità, dovuta all’importanza del match, per mister Mourinho è stato il solito spartito dai contorni estetici soporiferi ma terribilmente efficace per conquistare vittorie e issare al cielo trofei.
La rivelazione
Ronald Koeman ha optato fin da subito per un cambio tattico che alla fine ha portato i suoi frutti. Al posto di Pellé, nel ruolo di prima punta, ha giocato Shane Long, giocatore di corsa e non di area come l’italiano. I suoi movimenti hanno agevolato gli inserimenti dei trequartisti alle sue spalle: Davis sulla destra, Mané al centro e Tadic sulla corsia mancina. Con questo quartetto, il manager olandese ha cercato di sorprendere una difesa blues non troppo a suo agio sul piano della velocità. Sadio Manè, giocatore classe 1992 originario del Senegal, è stato il giocatore più attivo e partendo tra linee ha cercato fortuna tra le vie centrali. In fase difensiva il Southampton ha giocato con intelligenza, disponendosi a cinque sulla linea dei centrocampisti e creando la compattezza necessaria per arginare giocatori di classe come Hazard e Oscar. A mettere in sicurezza il risultato ci ha pensato soprattutto il portiere Fraser Forster che nel secondo tempo si è distinto per almeno quattro interventi, di puro estinto, su altrettante conclusioni sferrate a botta sicura dai giocatori di casa.
La capolista
Il Chelsea ha disputato la sua classica partita di rimessa, esprimendo un gioco conservativo che si é nutrito delle intuizioni, degli strappi e delle soluzioni balistiche dei suoi giocatori avanzati. Questo pomeriggio Matic ha avuto il suo bel da fare con Mané e Fabregas non è stato il solito illuminante regista. In avanti Hazard è stato il più propositivo e grazie ad una sua traiettoria, ha trovato la testa di Costa in occasione della rete del vantaggio. Anche l’attaccante spagnolo, goal a parte, è risultato fuori dal gioco, incostante e non a suo agio quando non può disporre di praterie davanti a se.
Antonio Federico Miniaci

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Categorie:Analysis & Tactics

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