La promessa indiana

Come affermato nelle precedenti tappe di questo viaggio nel cuore spirituale d’Oriente, uno dei massimi traguardi a cui ambisce il calcio d’India è l’affermazione di un suo talento nel calcio che più conta, con un debole inevitabile per l’Europa. La prima edizione della Indian Super League, disputata tra ottobre e dicembre del 2014, ha fatto conoscere al mondo alcuni giovani che hanno stregato l’attenzione del pubblico di casa e anche di chi si trova dall’altra parte dell’emisfero.
Ma procediamo con l’ordine che è richiesto in questi casi.
Il congegno a scatto
Per quale motivo club europei o americani dovrebbero reclutare tra le loro file un talento di un calcio ancora acerbo dove il livello di gioco espresso è nuovo alle tattiche e tecniche del calcio occidentale, sopratutto europeo? Come è avvenuto ad esempio per casi di giocatori di natali giapponesi o coreani, magari di caratteristiche anche utili al calcio del vecchio continente, il motivo del loro ingaggio rientra, in questi tempi di economia dirompente, nell’ottica di conquista di mercati esteri: la platea di spettatori orientali è un piatto troppo allettante per lasciarselo scappare e l’India è ormai uno degli ingredienti della ricetta. Un giocatore indiano che gioca in Europa farebbe schizzare le vendite legate al suo nome. Come dire, il vero interessamento mostrato verso il calcio indiano ha il suo principio nel solito meccanismo economico.
Il nome
Per quanto riguarda l’effettiva possibilità di affermarsi nel calcio che più conta, ci sono due caratteristiche imprescindibili: i piedi buoni o le doti fisiche, che tradotti in un linguaggio più esplicativo, o hai un talento naturale che ti contraddistingue o a 20 anni possiedi il fisico di un uomo adulto. La seconda ipotesi è quella che più fa al caso indiano, visto che il talento che si è in messo più in mostra nel corso dell’India Super League ha 21 anni, 1.88 metri d’altezza e volto da trentenne: il suo nome è Sandesh Jhingan, difensore centrale dei Kerala Blasters, eletto dai tifosi come miglior giocatore della competizione indiana, con il 78% dei voti. E’ di Chandigarh, città con 800 mila abitanti che sorge ai piedi della catena dell’Himalaya, nell’India settentrionale. Come egli stesso afferma, ha sempre giocato per le strade, entrando a 14 anni nella squadra della scuola.
Una delle sue caratteristiche che più ha impressionato gli osservatori è la grande capacità di adattamento, in grado di ricoprire tutti i ruoli del pacchetto difensivo con ottimi risultati, come dimostrato nel corso del torneo. Sandesh è un grande lavoratore, nel sudore ha scoperto il segreto per inseguire il suo sogno. Egli afferma: the definition of confidence is hard work e nel suo credo rientra la capacità di sapersi adattare in qualsiasi ruolo, che sia attaccante, numero 10 o difensore.
Per il momento non si è ancora manifestato un interessamento contrattuale da parte degli occidentali, ma in India sono convinti: è solo questione di tempo.
Matteo Fortuzzi

Annunci


Categorie:Report

Tag:

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: