La Regione Campania ha regalato davvero 3 milioni al Napoli? Facciamo chiarezza

Luigi di Maio, vicepresidente della Camera, ha tuonato qualche giorno fa: “Caldoro fa propaganda con i soldi pubblici: De Laurentiis si passi una mano per la coscienza e non accetti i 3 milioni e mezzo di euro che gli ha regalato la regione Campania”. 3,5 milioni? Un rimborso spese per i soldi buttati nello stipendio di Zuniga? E che c’entrano dei finanziamenti pubblici in una impresa come il Napoli? Disgusto, j’accuse, polemiche volate da partiti politici, cittadini, chiesa ed addirittura stranieri: “regali di un tifoso alla squadra!” “La regione dà i soldi al Napoli e poi il Napoli non paga neanche lo stadio?” “Se avessero dato quei soldi ai contadini, avrebbero risolto il problema” e tante altre frasi, più o meno giuste. Fra facile populismo, disinformazione e legittimo sgomento per una decisione discutibile, proviamo allora a far chiarezza su questa vicenda dai toni tragicomici.
150 Milioni di euro in campagne pubblicitarie
Bisogna partire dal PAC del 2014, ovvero il Piano di Azione e Coesione della regione Campania, un finanziamento di 150 milioni di euro (“deviati” da un fondo di 477 milioni per i “Grandi progetti incompiuti”) istituito con la delibera 497/2013 ed ultimato col decreto 437/2014, al fine di rilanciare le politiche agroalimentari della regione, sempre più vessate e mortificate da una pubblicità del terrore sui prodotti della terra dei fuochi, che ha avuto un impatto devastante sull’economia agricola della Campania. Il piano, infatti, prevede che una società chiamata “Sviluppo Campania S.p.A.” dovrebbe gestire questi 150 milioni di euro di fondi, al fine di promuovere campagne pubblicitarie nazionali sulla sicurezza e salubrità dei prodotti della Campania. Più precisamente, 55 milioni di euro saranno destinati alla pubblicizzazione dei prodotti campani, vincolando questa Sviluppo Campania S.p.A. (amministrata da Alessandro Gargani, figlio di un tal Giuseppe Gargani, europarlamentare ex DC, ndr) ad un quanto mai generico obbligo di “finanziare misure di marketing e promozione”. Praticamente libertà totale di gestione dei fondi. La Sviluppo Campania è stata beccata più volte da L’Espresso e da Sergio Rizzo, giornalista del Corriere della Sera, in inchieste sugli sprechi di danaro pubblico, come protagonista nei circa 149 milioni di euro di debiti complessivi contratti dalle partecipate della Regione.
Si tratta davvero di un regalo al Napoli?
Sì e no. La società Sviluppo Campania ha deciso di donare quasi 5 milioni di euro alle società sportive “in relazione all’interesse ed alla partecipazione sul web delle società sportive”.
Ed infatti è proprio la stessa Sviluppo Campania a chiarire la propria posizione in un comunicato stampa pubblicato a fine dicembre (e completamente ignorato da molti giornali, ndr): “il budget stanziato per finanziare le squadre di calcio è puramente teorico. Abbiamo poi incaricato un istituto di ricerca per effettuare ricerche e calcolare la corretta ripartizione del budget fra le varie squadre, calcolando vari parametri ed il Napoli, per ovvie ragioni di seguito ed attività, è la società che merita la parte maggiore dei fondi. Ci sarà una disponibilità da parte nostra ad investire nei mezzi di comunicazione (tv, giornali, impianti) che ci metteranno a disposizione le società sportive ed il tutto sarà verificabile con trasparenza”. Insomma: niente regali, stando almeno alla comunicazione della società incaricata alla ripartizione dei fondi pubblici della regione.
Non solo Napoli
Sono poi stati pubblicati dei tabellari nei quali si indicavano specificamente tutte le società sportive finanziate, partendo dai 15.000€ per il Salerno Basket ai 3,5 milioni per la SSC Napoli. In totale quasi 20 squadre della Campania si dovranno impegnare nella valorizzazione dei prodotti agroalimentari locali.
Dove finiranno i soldi?
Questa è la vera domanda, ma la risposta si perderà nella notte dei tempi, dato che il progetto di finanziamenti è “spalmato” fra il 2014 ed il 2020. La verità è che, nonostante una più volte sbandierata trasparenza dei fondi, la reperibilità dei documenti sui siti ufficiali è assai difficoltosa. Tanto più è difficile comprendere come, quando ed in che modo sarà possibile tener traccia di questi finanziamenti. Ed insomma, se dovessero apparire spot con Higuain, Gabbiadini e Benitez che mangiano mozzarella, pomodorini del Vesuvio e qualche bell’ortaggio del casertano, bisognerà calcolare che quel pranzo sarà costato circa 3 milioni e mezzo. Allegria, almeno non li investiranno nel nuovo Donadel.
Federico Norberto Quagliuolo

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