Lo sbarco in India

Nel primo capitolo di questo viaggio nelle terre indiane ci siamo lasciati con un obiettivo: conoscere la scintilla che dovrebbe far esplodere la passione del popolo indiano per il calcio, con la conseguenza di rilanciare la nazionale indiana verso i fasti che furono più di mezzo secolo fa.
L’interesse alla base di questo processo è immaginabile: fare soldi. Come accennato nell’articolo precedente, Rupert Murdoch e il ricco petroliere Mukesh Ambani vogliono sfruttare l’immensa platea di spettatori che l’India può offrire.
Valgono il prezzo del biglietto
Ma torniamo alla scintilla, il vero combustibile dell’operazione in atto: per rianimare il calcio dalle sue ceneri, ognuno degli otto club che partecipa all’Hero Indian Super League deve avere un marquee player, il giocatore top. Così sono partiti inviti rivolti ai più celebri giocatori del calcio europeo ormai agli ultimi respiri della loro carriera professionistica. Il primo a sbarcare in India è stato Luis Garcia, vincitore della Uefa champions league con il Liverpool nella stagione 2004-2005, firmando un contratto con l’Atletico di Kolkata nel luglio 2014. Il giocatore spagnolo è stato seguito dal connazionale Capdevila, diventando il marquee player del Northeast United Fc, squadra dell’immensa città metropolitana di Guwahati, nell’est dell’India. Il terzo a optare per il neonato calcio indiano è stato un certo David Trezeguet, e poi lui, Alessandro Del Piero, firmatario per i Delhi Dynamos. Mi soffermo sulla leggenda italiana, poichè guardando le sue partite, si capisce perfettamente che l’operazione asiatica è riuscita nel suo obiettivo: a ogni suo tocco di palla, il boato dello stadio. Per non parlare dei numerosissimi striscioni inneggianti al suo nome. Gli spalti, inutile a dirlo, strapieni. Fuochi d’artificio all’ingresso in campo delle squadre, insomma, uno spettacolo in piena regola. Gli altri giocatori che hanno deciso di provare l’avventura indiana sono Elano, Pirès, Ljungberg, e il portiere David James, poco noto ai più.
Questione di numeri
La passione indiana per il calcio è stata rianimata? Vi lasciamo con un dato piuttosto impressionante se si pensa alla sua portata: l’Hero Indian Super League è stata vista da 429 milioni di spettatori, più del doppio di coloro che in India hanno guardato in tv i mondiali di calcio del 2014 giocati in Brasile.
Nel prossimo capitolo, il terzo di questo viaggio, entreremo ancora di più nel meccanismo di questo gioiello sportivo ed economico che il solito Murdoch sembra, al momento, aver azzeccato.
Matteo Fortuzzi

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