Il lupo perde il pelo ma non il vizio

Bentornata Bundesliga. Dopo la pausa invernale è tornata la massima serie tedesca con un match da brividi. Wolfsburg (seconda in classifica con undici punti di ritardo) contro la capolista Bayern di Monaco. Le attese non sono state tradite e i lupi in casacca verde hanno demolito, con un 4-1 che lascia poco all’immaginazione, una formazione bavarese troppo brutta per essere vera.
Grazie ad una tattica accorta e giocatori veloci come De Bruyne e Caligiuri, la formazione di Hecking ha saputo sfruttare con freddezza le diverse azioni costruite. Del poker finale, tre reti sono state il giusto epilogo di altrettante ripartenze ben congeniate. Guardiola dal canto suo ha optato per un sistema di gioco eccessivamente sofisticato e per nulla redditizio. Davanti ad una difesa a quattro sempre alta ed esposta nell’uno contro uno, Xabi Alonso, lento, impacciato e troppo arretrato, non è stato il solito direttore di orchestra. Qualche metro più avanti sia l’eclettico Alaba e capitan Schweinsteiger, hanno vagato per la mediana senza trovare la giocata. In avanti le cose non sono andate meglio; Robben e Muller hanno provato a rifornire Lewandowski, ma i movimenti sincronizzati di qualche tempo fa sono sembrati un lontano ricordo. Il tedesco è risultato incostante e mai incisivo mentre l’olandese ha perennemente giocato al centro in una posizione poco proficua di trequartista. Risultato di tutto ciò: tanto possesso palla e nessuna azione degna di nota. Nella seconda frazione di gioco, l’allenatore catalano ha invertito, senza successo, la catena di sinistra arretrando Alaba nel ruolo di terzino in favore di Bernat che almeno ha avuto il merito di conquistare la rete della bandiera. Purtroppo anche i cambi successivi non hanno sortito effetto visto che il Wolfsburg è riuscito a chiudere il match sfruttando per l’ennesima volta un atteggiamento bavarese troppo spavaldo. Per Guardiola i prossimi giorni saranno di studio, per capire se la sconfitta odierna è stata frutto di una condizione fisica non ottimale o se invece i suoi dettami tattici, in continua evoluzione, non sono stati ancora recepiti completamente dai suoi giocatori. Gli otto punti di vantaggio sono comunque un buon tesoretto, in attesa di riprendere la marcia verso il Meisterschale.
Antonio Federico Miniaci

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Categorie:Analysis & Tactics

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